Il prossimo 14 dicembre, con l'inaugurazione della Milano-Bologna, Trenitalia introdurrà i nuovi servizi Alta Velocità. I tempi di percorrenza in treno da Milano a Bologna e anche da Milano a Roma saranno più brevi: 3h59 minuti dal capoluogo lombardo alla capitale per i convogli con fermate a Bologna e Firenze (contro le attuali 4h30) e 3h30 per i diretti. I vantaggi però saranno per i soli clienti che percorreranno la nuova Milano-Bologna ad Alta Velocità, appunto (e la Roma-Napoli AV, inaugurata tre anni fa ma velocizzata di fatto con questo orario). Per molti altri viaggiatori, invece – dai pendolari a quelli anche di alcune tratte già AV, come la Firenze-Roma – il nuovo orario si tradurrà in un allungamento dei tempi di percorrenza.
Lo scrive il Sole 24Ore, in un articolo che fa il punto sui patimenti dei pendolari. Anche sulla Milano-Bologna, i vantaggi non saranno comunque per tutti, rileva il quotidiano economico: gli Eurostar da Milano verso la linea Adriatica sono infatti stati soppressi e sostituiti con EurostarCity, treni che non vanno ad alta velocità e non potrebbero, neppure volendo, viaggiare sulla nuova linea. I veri Eurostar "devono" invece viaggiare sulla nuova linea, dove possono sfruttare le loro prestazioni velocistiche (e rendere di più grazie alle nuove tariffe).
Se il capitolo dei treni velocizzati è relativamente breve, quello dei rallentati è molto più lungo, nota ancora il Sole. In primo luogo, alcune tratte sulla stessa dorsale Milano-Napoli sono state, sia pure di poco, frenate: da nuovo orario, per esempio, la Roma-Firenze (la cosiddetta Direttissima, che è percorribile a 250 all'ora ed è la prima vera linea AV italiana) verrà percorsa in 1h40 invece di 1h36 (a fronte di tempi di percorrenza reali spesso inferiori all'ora e mezza).
Ancora peggio per chi da Roma vuol arrivare a Bologna: ci metterà 2 ore e 50 contro 2h44 da orario 2008 e contro le 2h38 minuti impiegate dagli stessi Eurostar più di dieci anni fa. Il grosso dei rallentamenti riguarda le linee "normali". Alcuni, anche solo di singoli treni, vedranno protagonisti proprio i viaggiatori dell'Adriatica, a volte con effetti paradossali: fino al 13 dicembre sarà possibile andare da Bologna ad Ancona in un minimo di 1h48 (con gli Eurostar soppressi) o in 1h57 con gli EurostarCity e fino a 2h21 con gli Intercity. Dal 14 i tempi degli EurostarCity andranno da 1h45 (tre minuti meno di adesso) a 2h40 per quello che gli appassionati hanno soprannominato EurostarCalesse (treno 9777, partenza da Bologna alle 14 e 20, arrivo ad Ancona alle 17). Una "velocità" che i viaggiatori pagheranno con una tariffa più elevata di quella dell'Intercity da 2h21.
Il capitolo più dolente riguarda i tempi di percorrenza dei treni pendolari. L'orario 2008-09, che ha già destato vivaci proteste in quasi tutte le regioni, smentisce l'affermazione, ripetuta per anni, secondo cui l'avvento dell'Alta Velocità avrebbe portato benefici anche a loro liberando le linee "vecchie" dai treni più veloci. Qualche esempio: dal 14 dicembre, con la tratta Piacenza-Milano liberata da tutti gli Eurostar, l'orario vedrà (come spiega il sito dei pendolari piacentini) allungamenti delle percorrenze dei treni regionali e interregionali. Oppure: da Reggio Emilia a Bologna alcuni treni in fasce "critiche" (come le 7 o le 8 di mattina) vedranno il tempo di percorrenza salire da 50 a 63 minuti. Si potrebbe proseguire, anche se il lavoro è difficile perché molti dei treni devono essere ancora "caricati" nel sistema informatico di Trenitalia (e quindi non sono tra l'altro neppure prenotabili).
I rallentamenti risaltano in maniera particolare se si confrontano gli orari oggi e quello di 11 anni fa: gli Intercity, per esempio, nel 1997 ci mettevano 1h57 da Milano a Bologna, 1h24 da Milano a Torino Porta Susa, 1h19 da Ancona a Pescara; con l'orario 2008 ci vogliono 2h01/2h07 da Milano a Bologna, 1h30 Mi-Torino, 1h38 Ancona-Pescara. Gli Interregionali impiegavano nel '97 1h34 sulla Milano-Torino e 1h50 sulla Milano-Genova, diventate 1h45 e 1h53/2h09 (con gli stessi locomotori e carrozze) nell'orario di quest'anno.
Da cosa derivano gli allungamenti? Tra le casue, oltre alle politica tariffaria di Trenitalia, il Sole attribuisce la colpa proprio all'introduzione dell'Alta Velocità: poiché infatti la Milano-Bologna diventa a quattro binari ma l'ingresso in stazione a Bologna resta per ora a due, Trenitalia ha penalizzato i treni regionali per "fare spazio" ai nuovi servizi. La tendenza agli allungamenti di percorrenza prosegue in realtà da anni, e c'è chi la attribuisce alla volontà di Trenitalia di minimizzare, in presenza di treni spesso obsoleti, i rischi di penali per i ritardi (pagati al viaggiatore per gli Eurostar e alle Regioni per i treni locali).
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