Flop afgano
La situazione in Afghanistan segue una "spirale discendente" e permangono seri dubbi sulla capacità del governo afgano di contenere concretamente l'affermarsi dei talebani. Lo sostiene un rapporto riservato – di cui oggi il New York Times riassume i contenuti – stilato dall'intelligence americana.
La debolezza dell'autorità centrale afgana è determinata tanto da un problema di corruzione rampante che da un aumento del grado di capacità di attacco dei guerriglieri dalle basi in Pakistan. Il rapporto del National Intelligence Estimate dovrebbe essere completato dopo le elezioni di novembre e sarà lo studio più completo mai elaborato dagli Stati uniti sulla situazione in Afghanistan.
Le sue conclusioni rappresentano un "amaro verdetto" per l'amministrazione Bush che all'indomani degli attacchi dell'11 settembre fece della guerra afgana il punto centrale della campagna globale contro il terrorismo. Il rapporto dà atto di progressi nell'ambito della ricostituzione dell'esercito afgano, ma non nasconde l'impatto destabilizzante determinato dal commercio di eroina, che rappresenta il 50% dell'economia afgana.
Il National Intelligence Estimate è un documento ufficiale che rispecchia il giudizio comune di tutte e 16 le agenzie di intelligence americane su un determinato argomento. La maggiore parte di questi resta riservato. Un portavoce della Casa bianca, Gordon D.Johndroe, riferisce il NYT, non ha voluto commentare le conclusioni del rapporto, ma ha comunque detto: “L'attuale situazione in Afghanistan è difficile. Per questa ragione il presidente ha ordinato l'invio di altre truppe. E per la stessa ragione stiamo cercando di incrementare le dimensioni dell'Esercito afgano".
Entrambi i candidati alla Casa Bianca, Barack Obama e John McCain sono a favore di un maggiore impegno in Afghanistan. Il candidato democratico ha anche accusato Washington di prestare troppa poca attenzione all'Afghanistan a favore dell'Iraq.
Pubblicato il 11 Ottobre 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |









