Berlusconi come apostolo della verità non lo prendono sul serio neanche i suoi famigli

Come apostolo della verità, Berlusconi non lo prendono più sul serio neanche i suoi famigli.
Tuttavia  una verità gli è scappata: “le nostra non è neppure una riforma” ha detto .
Infatti è un delitto: un delitto contro la scuola, la cultura, la scienza e le nuove generazioni, quindi un delitto contro l’Italia.

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Sinistra Democratica

Pubblicato il 31 Ottobre 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |

Federalismo Fiscale: proposta di Odg

FEDERALISMO FISCALE: BOZZA ODG

Roma, 27 ottobre 2008

                 

Care compagne, cari compagni,

ormai da lungo tempo si dibatte sul Federalismo. In questo periodo il tema è tornato ancora più d’attualità, in particolare dopo che lo scorso 3 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge delega al Governo sul “federalismo fiscale”.

Già lo scorso anno ne abbiamo discusso in un’apposita riunione i cui atti sono consultabili sul sito internet del Partito (www.comunisti-italiani.it  dipartimento Enti Locali).

Sarà nostra cura, nei prossimi giorni, inserire anche gli interventi che i nostri parlamentari hanno pronunciato sul tema nella precedente legislatura, così che possano essere agevolmente consultati.

Nella speranza di fare cosa utile, vi inviamo il testo di una bozza di ordine del giorno che vuole essere un contributo, di conoscenza e di proposta, alla iniziativa del Partito e delle sue espressioni istituzionali.

 

Molto cordiali saluti

il responsabile del Dipartimento Economia e Finanze – Luigi Marino

il responsabile Riforme Istituzionali e Problemi dello Stato – Elias Vacca

il responsabile Dipartimento Enti Locali – Paolo Guerrini

    —————————————————

Bozza

ORDINE DEL GIORNO

Il Consiglio ……………………………….. (comunale/provinciale/regionale)

Premesso che

-    il Consiglio dei Ministri ha approvato in data 3 ottobre 2008 il disegno di legge di delega al Governo in materia di federalismo fiscale in attuazione dell’art.119 della Costituzione;

-    la Costituzione Repubblicana ha una ispirazione regionalista e non federalista, come più volte la stessa Corte Costituzionale ha ribadito ed ancora recentemente con la sentenza n. 365 del 2007;

-    lo stesso termine “federalismo” è un termine improprio in quanto il federalismo unisce quello che è diviso, non divide quello che è già unito (l’art.5 della Costituzione recita: ”la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali”).

Il Consiglio ……………………………….. (comunale/provinciale/regionale)

-    nel ribadire la validità della concezione della “Repubblica delle autonomie”, dove Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni non sono cosa “altra” rispetto allo Stato, ma solo un modo stesso di essere dello Stato Repubblicano, per cui vanno trasferite alle Regioni ed agli altri Enti territoriali funzioni che meglio possono essere svolte dai poteri locali;

-    nel riaffermare il ruolo delle Regioni e degli Enti Locali contro l’eccessivo centralismo dello Stato, sempre nella salvaguardia delle funzioni statali necessarie per garantire i diritti inviolabili della persona, le condizioni di eguaglianza, non solo formale ma sostanziale, dei cittadini nella soddisfazione dei loro bisogni primari;

-    non ignorando l’esistenza di una questione settentrionale, ritiene che resti tuttavia irrisolta la storica questione meridionale, per cui il nostro Paese rimane duale e non solo dal punto di vista  economico;

-    nel sottolineare che il d.d.l. di delega rischia di aggravare tale dualismo con la penalizzazione delle Regioni meno sviluppate anche in relazione al venir meno nel 2013 dei flussi di risorse attualmente assicurato dai Fondi europei;

Visto

l’articolo 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale… E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…”.

Considerato che

-    occorre quindi assicurare a tutti i cittadini, ovunque nati o residenti, prescindendo dalla ricchezza dei territori regionali, pari opportunità e dignità sociale;

-    il d.d.l. prevede il superamento graduale, per tutti i livelli istituzionali, del criterio della spesa storica, per cui il finanziamento delle funzioni trasferite sarebbe stabilito sulla base dei costi standard assicurando “i livelli essenziali delle prestazioni”;

-    il rispetto di tale obiettivo è sostanzialmente affidato ai contenuti dei decreti legislativi attuativi da adottare entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge-delega, in base a principi e criteri direttivi che nel provvedimento legislativo appaiono però  vaghi ed imprecisi;

-    sugli schemi dei decreti legislativi le Commissioni parlamentari competenti potranno esprimere un parere non vincolante, entro il termine massimo di trenta giorni, mentre per la predisposizione dei contenuti viene istituita una Commissione paritetica composta da  rappresentanti tecnici per ciascun livello di governo. Ciò comporta di fatto una diminuzione del ruolo del Parlamento anche in relazione ai compiti della Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, prevista all’articolo 4 del d.d.l. di delega;

-    tuttora mancano precise indicazioni sugli effetti finanziari della legge-delega;

-    restano altresì ancora del tutto indefiniti gli stessi livelli, ritenuti essenziali, delle prestazioni oltre che le funzioni fondamentali degli Enti Locali;

-    non vengono evidenziati i criteri per la determinazione dei costi standard, né come essi si calcolino, né risulta indicato quale impatto essi avranno sui bilanci delle diverse Regioni rispetto alla spesa storica, che nelle diverse realtà regionali potrebbe non necessariamente essere superiore a quella eventualmente misurata sui costi standard;

-    il d.d.l. di delega complessivamente comporterà maggiori oneri (peso della burocrazia, premi fiscali alle Regioni “virtuose”, risorse aggiuntive per la perequazione, ecc. ammontanti secondo studi di istituti specializzati a molti milioni di euro) per far fronte ai quali non vengono indicate le necessarie risorse;

-    già in passato il trasferimento delle funzioni e compiti alle Regioni ha prodotto costi aggiuntivi perché non si è proceduto, nel primo e secondo trasferimento, a depennare preliminarmente i capitoli di spesa relativi alle stesse funzioni dal bilancio dello Stato e soprattutto a ridurre conseguentemente gli apparati amministrativi centrali, il che ha comportato solo una  moltiplicazione dei centri di spesa in periferia ed un maggiore debito pubblico;

-    allo stato il d.d.l. costituisce una vera e propria “delega in bianco” data al Governo in violazione dell’art.76 della Costituzione;

Ritenuto che

-    nell’attuale contesto il problema fondamentale è quello di migliorare il livello di vita della popolazione nel suo insieme e delle classi lavoratrici in particolare, che hanno subito in questi anni l’erosione dei loro redditi (salari, stipendi, pensioni), salvaguardando i loro diritti sociali ed evitando ogni forma di discriminazione e differenziazione tra i cittadini nell’accesso alle prestazioni ed alle provvidenze per la soddisfazione dei loro bisogni primari  al fine di garantire la pari dignità sociale  di cui all’art.3 della Costituzione

-    vi è il concreto rischio che la “devoluzione”, cioè l’attribuzione alle Regioni, in termini di legislazione esclusiva, delle funzioni in materia di organizzazione sanitaria, scolastica, ecc., che avrebbe diviso i cittadini a seconda delle Regioni di appartenenza, respinta dal referendum popolare, finisca per essere attuata in altro modo attraverso il “federalismo fiscale” previsto dal d.d.l. di delega, stante tra l’altro l’assoluta mancanza di certezze sull’entità e sulla durata dei fondi di perequazione necessari per “assicurare i livelli essenziali delle prestazioni”;

-    anche in relazione alla sostenibilità degli oneri che il “federalismo fiscale” comunque comporterà - soprattutto in un quadro di incertezza derivante anche dal contesto macro-economico interno ed internazionale che postula iniziative congiunte a livello europeo per fronteggiare la crisi non solo finanziaria - ogni risposta di tipo “federalista” risulta inefficace,  perdente e dannosa;

-    autorevoli costituzionalisti, ed ancora recentemente il Prof..Giovanni Sartori, in questo quadro d’insieme, tenuto conto anche dell’entità del debito pubblico italiano pari al 104 % del PIL, hanno posto il problema che nell’attuale situazione “il federalismo non va attuato, ma disattivato”;

-    una legge-delega di attuazione dell’art.119 della Costituzione, relativo all’autonomia finanziaria di entrata e di spesa di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni, non può prescindere dal principio della coesione nazionale, dal momento che in un paese che resta duale più si attribuiscono funzioni e competenze in periferia, più vi è il fondato pericolo che venga meno la garanzia di eguaglianza dei diritti sociali e civili fondamentali dei cittadini (tutela della salute, diritto all’istruzione, ecc.);

-    il d.d.l. di delega al Governo in materia di “federalismo fiscale” sia espressione di una concezione del rapporto Stato-Regioni-Enti Locali del tutto estranea al regionalismo previsto dal nostro ordinamento costituzionale.

Tanto premesso, visto, considerato e ritenuto

fa voti

-    che il Parlamento nazionale soprassieda all’esame del d.d.l. di delega sul federalismo fiscale e proceda pregiudizialmente ad una rigorosa riconsiderazione della portata della stessa riforma costituzionale del Titolo V, della sua sostenibilità nell’attuale contesto interno ed internazionale;

auspica

-    una revisione costituzionale delle disposizioni dello stesso Titolo V a cominciare da quella di cui al primo comma dell’art.114 (“La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato”), che costituisce una vera e propria retrocessione culturale rispetto all’impianto costituzionale;

-    una revisione delle diverse materie di legislazione esclusiva e concorrente, come quella ad esempio della tutela e sicurezza del lavoro, che deve rientrare tra quelle riservate alla legislazione esclusiva dello Stato (e non da disciplinare con legislazione concorrente), in quanto la garanzia dei diritti dei lavoratori non può che restare affidata alla prima parte della Costituzione e non certamente alla seconda.

                                                   

                               

 Partito dei Comunisti Italiani

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Venier: Piazza Navona. Scandalosa ricostruuzione governo

Venier: Piazza Navona. Scandalosa ricostruuzione governo

Ufficio Stampa

Roma 31 ottobre 2008

“La ricostruzione fatta oggi dal sottosegretario all’Interno Nitto Palma è fuorviante e strumentale, a testimonianza del disegno politico che alberga nel governo”. Per Iacopo Venier, dell’Ufficio Politico del Pdci, “vogliono criminalizzare il movimento forte, ampio e sempre più partecipato che sta crescendo nel Paese contro la barbara Legge Gelmini. Di provocazioni e infiltrazioni è piena la storia della nostra Repubblica: sentire, oggi, un rappresentante del governo dare la colpa degli scontri a Piazza Navona agli studenti di sinistra, in barba a tutte le immagini, i video ed i resoconti giornalistici presenti su internet e sui giornali, oltre che scandaloso, è uno schiaffo all’intelligenza delle persone”.

 

Partito dei Comunisti Italiani

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Pagliarini: Statali. Grave accordo separato

Pagliarini: Statali. Grave accordo separato

Ufficio Stampa

Roma 30 ottobre 2008

L’accordo separato sul Protocollo per il rinnovo del contratto dei lavoratori pubblici, sottoscritto da Cisl e Uil, è un atto gravissimo nel metodo e nel merito. Innanzitutto rompe l’unità senza ragionevoli motivi sindacali, proprio in un settore del mondo del lavoro attaccato pretestuosamente dal governo fin dal suo insediamento. Inoltre, quel Protocollo è del tutto insoddisfacente nel merito: non fornisce alcuna risposta ai 57 mila precari dei vari comparti né offre un aumento salariale degno di questo nome, visto che nelle tasche dei lavoratori entrerebbero 45 euro in due anni. Infine, si tratta di un’intesa irrispettosa delle più elementari regole di democrazia sindacale, visto che per validare l’accordo occorre il 51% dei consensi sindacali, e senza la Cgil non si arriverà mai a quella percentuale. Dunque Brunetta ha dimostrato un’altra volta la sua irresponsabilità al cospetto del mondo del lavoro pubblico, e noi Comunisti Italiani saremo in piazza al fianco della Cgil per difendere i lavoratori e la loro dignità.  

Partito dei Comunisti Italiani

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Una bella giornata…in video

Un breve video ricordo della splendida giornata di mobilitazione durante lo Sciopero generale per la Scuola

Sinistra Democratica

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Per la legge elettorale Pd decisivo

Dunque, sei mesi fa è andata più o meno così: elezioni regionali in Sicilia, le forze politiche della sinistra s’impegnano tutte su un’unica lista per sostenere, assieme al PD, la candidata presidente Anna Finocchiaro. E’ andata come sappiamo: una mezza tragedia. Ciò che forse s’ignora è che quella lista di sinistra si è fermata al 4,99%. E siccome in Sicilia lo sbarramento è al 5 per cento, per duemila voti Rita Borsellino, nostra capolista, non è stata eletta. E con lei sono rimasti fuori almeno altri quattro

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Sinistra Democratica

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Petraglia e Giovannini (Sd) un arisposta forte e pacifica alle legge Gelmini

‘La grandissima manifestazione nazionale a Roma, e le decine di manifestazioni in tutto il Paese, compresa la Toscana, che si sono svolte oggi per protestare contro la legge Gelmini sono una risposta intensa e partecipata ad una controriforma che mette sul lastrico la scuola e l’universita’ imposta dal governo Berlusconi senza ascoltare le critiche di studenti, insegnanti, ricercatori, enti locali’.

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Sinistra Democratica

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Scuola, Mezzetti: Diamo vita a comitato "Salviamo la scuola"

"A dispetto di Berlusconi e della Gelmini, oggi e’ stata una bella giornata per la scuola italiana. Anche nella nostra regione, penso soprattutto a Bologna, a Modena, a Reggio Emilia, migliaia e migliaia di studenti hanno formato lunghissimi cortei di protesta che hanno coinvolto anche genitori, insegnanti, professori". Lo dichiara Massimo Mezzetti coordinatore regionale di Sinistra democratica e responsabile nazionale enti locali di Sd che ha partecipato oggi al corteo di Roma.

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Sinistra Democratica

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Scuola: Sd, Centrosinistra sostenga la battaglia degli studenti

Sinistra Democratica

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L’inchiesta, la condizione dei lavoratori e la trasformazione della società

Liberazione L’inchiesta come primo gradino di un sindacato che prova a tornare nei luoghi di lavoro allude certamente alla trasformazione. E’ questo il primo valore aggiunto del lavoro della Fiom. E credo che anche il mondo politico della sinistra debba confrontarsi con questo strumento, teorizzando in qualche modo la sua generalizzazione.

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Sinistra Democratica

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Lo sciopero generale farà scuola

Arriviamo in piazza di prima mattina. Sono le 8.30, ma la gente già riempie il catino dell’esedra mentre un fiume ininterrotto di persone continua ad affluire dalla Stazione Termini. La prima cosa che colpisce l’occhio di chi arriva è il trionfo di colori. Grandi palloni nascondono il cielo grigio con il loro rosso, azzurro, verde e giallo acceso. Ma tanto dell’atmosfera colorata dipende anche dai bambini che sono ovunque, fischiando forte e reggendo cartelli. E poi gli studenti, tantissimi, da tutte le parti d’Italia, incontriamo  persino la rappresentanza di un liceo sloveno di Roma. Studenti che non si sono fatti intimidire dall’attacco fascista di ieri,

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Sinistra Democratica

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Una bella giornata

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Sinistra Democratica

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Un grande movimento in cammino

Lo straordinario successo della manifestazione del 30 ottobre va al di là di ogni previsione, rende inutile ogni discussione sui numeri, assolutamente imponenti, segna un punto di non ritorno nella lotta al governo delle destre. Un fronte mai realizzato in maniera così ampia e compatta, studenti di tutti gli ordini, insegnanti, famiglie, i precari in prima fila, tutto il mondo dei saperi e della conoscenza in marcia per un futuro che si cerca di negare.

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Sinistra Democratica

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Berlusconi come apostolo della verità non lo prendono sul serio neanche i suoi famigli

Come apostolo della verità, Berlusconi non lo prendono più sul serio neanche i suoi famigli.
Tuttavia  una verità gli è scappata: “le nostra non è neppure una riforma” ha detto .
Infatti è un delitto: un delitto contro la scuola, la cultura, la scienza e le nuove generazioni, quindi un delitto contro l’Italia.

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Sinistra Democratica

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Palermi: Scuola. Giornata straordinaria. Governo si deve fermare

Palermi: Scuola. Giornata straordinaria. Governo si deve fermare

Ufficio Stampa

Roma 30 ottobre 2008



“Oggi è una giornata straordinaria, insegnanti, studenti, genitori, lavoratori di altre categorie, tutti in piazza perché sulla scuola si gioca il futuro dell’intero Paese, nessuno escluso”. Lo dichiara Manuela Palermi direttore di “rinascita”, settimanale del Pdci, che ha partecipato alla manifestazione. “Berlusconi ed il suo governo non possono andare avanti con questa legge sulla scuola e con i scellerati provvedimenti sull’Università. A parte i numeri che daranno, voglio vedere se parleranno di un gruppo di facinorosi, è chiaro a tutti quanta gente oggi ha protestato, civilmente, in modo determinato. Noi siamo con loro per una battaglia di civiltà”.

Partito dei Comunisti Italiani

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Genovali: Europa. Ancora un voto contro blocco Usa su Cuba

Genovali: Europa. Ancora un voto contro blocco Usa su Cuba

Ufficio Stampa

Roma 29 ottobre 2008



Ancora una votazione plebiscitaria contro il blocco Usa a Cuba. La votazione di oggi ha dato 185 voti a favore della fine del blocco, 3 voti contro e 2 astenuti. E’ un nuovo grande risultato della diplomazia cubana che evidenzia l’isolamento evidente degli Stati Uniti. E’ un successo che segue il ripristino delle relazioni di cooperazione fra Cuba e l’UE di pochi giorni fa. Oggi l’Unione Europea dovrebbe finalmente avere il coraggio di dare sostanza a questa ennesima risoluzione dell’ONU imponendo agli Usa l’osservanza di questa risoluzione da troppi anni vergognosamente disattesa. Come Comunisti Italiani continueremo a lavorare perché questo avvenga e vogliamo esprimere al governo cubano e alla sua rappresentanza diplomatica in Italia i nostri rallegramenti per questa votazione che, ancora un volta, fa capire come la battaglia di Cuba contro questa aberrante ingiustizia sia condivisa dalla quasi totalità dei paesi della Comunità internazionale.

Partito dei Comunisti Italiani

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DILIBERTO: SCUOLA. RAGAZZI COSI’NON MERITANO DECRETO GELMINI

DILIBERTO: SCUOLA. RAGAZZI COSI’NON MERITANO DECRETO GELMINI

Roma 29 ottobre 2008

Oggi e’ un giorno nefasto per la Repubblica. L’approvazione del decreto Gelmini che mina la nostra scuola e in ultima analisi nega il diritto allo studio per tutti sancito dalla Costituzione e’ una pagina nera della nostra democrazia. I ragazzi che fuori da Montecitorio hanno applaudito il presidente Napolitano non meritano il decreto Gelmini. Ragazzi cosi’ rispettosi delle istituzioni, hanno dato una lezione a chi li vuole criminalizzare e speriamo che le istituzioni non li deludano. Ci fa piacere che anche Pd e Idv abbiano aderito alla nostra proposta di referendum abrogativo del decreto Gelmini per il quale gia’ oggi inizieremo a lavorare.

Partito dei Comunisti Italiani

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Venier: Scuola. Tg2 disinforma. Aggressori erano studenti di destra

Venier: Scuola. Tg2 disinforma. Aggressori erano studenti di destra

Ufficio Stampa

Roma 29 ottobre 2008



“Le agenzie lo avevano scritto da tre ore. E da un’ora venti studenti di destra erano stati arrestati e condotti via con un cellulare. Solo per l’ineffabile Mauro Mazza e per il suo Tg di regime ‘un gruppo di studenti ha aggredito altri studenti’”. Iacopo Venier, responsabile Informazione del Pdci chiede al direttore Mazza di “dire le cose come stanno. Il suo Tg è capace solo di fare propaganda. La verità è che un gruppo di studenti di estrema destra ha aggredito altri studenti di sinistra e i carabinieri li hanno arrestati. Questa sarebbe stata una corretta informazione. A Mazza non basta avere oscurato l’opposizione che e’ fuori dal Parlamento, tanto da far intervenire l’authority, ma – conclude l’esponente dei Comunisti italiani -  continua nella sua costante opera di disinformazione”.

 

Partito dei Comunisti Italiani

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Licandro: Scuola. Subito i Comitati promotori del Referendum abrogativo

Licandro: Scuola. Subito i Comitati promotori del Referendum abrogativo

Ufficio Stampa

Roma 29 ottobre



"Protervia ed arroganza saranno seppellite da milioni di schede abrogative di questo decreto profondamente ingiusto e sbagliato che farà precipitar eindietro la scuola italiana. Subito i Comitati promotori del Referendum abrogativo della legge". E’ qaunto afferma Orazio Licandro, responsabile nazionale dell’organizzazione del PdCI.

Partito dei Comunisti Italiani

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Vacca: Europee. Bene Napolitano

Vacca: Europee. Bene Napolitano

Ufficio Stampa

Roma 28 ottobre 2008

 

“Ha ragione il presidente Napolitano: il pluralismo non va compresso e per non comprimerlo c’è un solo modo: non avere nessuna soglia di sbarramento nella legge per le elezioni europee”. Elias Vacca, responsabile Riforme Istituzionali del Pdci, ricorda, però, che “il presidente della Repubblica lancia anche un altro messaggio: le regole vanno cambiate da ampie maggioranze. A questo punto il pallino è nelle mani del partito democratico. Da che parte sta Veltroni? Dalla parte del Pdl che vuole uno sbarramento al 5 per cento o dalla parte del presidente Napolitano che vuole garantire a diverse culture di essere tutte adeguatamente rappresentate? Il Pd – conclude l’esponente dei Comunisti italiani - si faccia garante delle preoccupazioni del Quirinale e non si appiattisca sulle posizioni della destra”.

 

Partito dei Comunisti Italiani

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Bergonzi: Scuola. Governo ritiri il decreto che uccide la Scuola, l’Università e la Ricerca

Bergonzi: Scuola. Governo ritiri il decreto che uccide  la Scuola, l’Università e la Ricerca

Ufficio Stampa

Roma 28 ottobre 2008

“Il governo deve ritirare il decreto che istituisce il maestro unico e sospendere l’applicazione della legge 133 che opera tagli mortali alla scuola, all’Università e alla Ricerca pubbliche. Lo chiedono studenti, genitori e docenti, che sempre più numerosi ed uniti manifestano da settimane nelle scuole, nelle Università e nelle città. Inoltre, approvare questo decreto alla vigilia dello sciopero generale del 30 ottobre costituirebbe una vera e propria provocazione nei confronti della scuola e dell’Università. Comunque, scuola, Università e Ricerca pubbliche non accetteranno mai di essere smantellate con decreti-legge autoritari e messi, magari, in combinato disposto con le minacce di mandare le forze pubbliche in scuole e Università”. E’ quanto afferma Piergiorgio Bergonzi, responsabile scuola del PdCI.

Partito dei Comunisti Italiani

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Pdci: Provincia di Milano. Pdci esce dalla maggioranza che sostiene Penati

Pdci: Provincia di Milano. Pdci esce dalla maggioranza che sostiene Penati

Ufficio Stampa

Roma 28 ottobre 2008



Si è svolta stamane, presso la Provincia di Milano, una conferenza stampa del PdCI in cui si è annunciata l’uscita dei Comunisti Italiani dalla maggioranza che sostiene Filippo Penati. “Il PdCI - è stato annunciato - ha registrato differenze insanabili di metodo, di merito e di proposta politica con il presidente della Provincia Fillippo Penati”.  

Erano presenti oltre Francesco Francescaglia, segretario della Federazione del PdCI di Milano, e Luca Guerra, consigliere provinciale del partito, Gianni Pagliarini e Jacopo Venier dell’Ufficio Politico del PdCI.

Partito dei Comunisti Italiani

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Fgci: Scuola. Dal blocco studentesco atteggiamenti schizofrenici

Fgci: Scuola. Dal blocco studentesco atteggiamenti schizofrenici

Ufficio Stampa

Roma 27 ottobre 2008



“Con il Blocco studentesco non si può coabitare”. Lo dice Riccardo Messina, coordinatore nazionale della Fgci, la federazione giovanile del Pdci. “Nella manifestazione degli studenti che si è tenuta oggi a Roma per contestare la controriforma Gelmini – spiega Messina - ci si è trovati di fronte ad un atteggiamento prevaricatore da parte di alcuni neofascisti del Blocco che hanno preso la testa del corteo e hanno cominciato a inneggiare al duce. Intanto ricordiamo al Blocco che il Movimento che oggi ha provato a egemonizzare si batte anche contro la proposta della Lega di inserire classi separate tra italiani e immigrati, una scelta razzista e xenofoba che probabilmente il Blocco condivide”.

Messina ricorda “che gli studenti del Blocco, che si definiscono ipocritamente apolitici, il 2 dicembre 2007 partecipavano alla manifestazione del centrodestra contro il governo Prodi a fianco di Berlusconi e oggi governano la consulta studentesca di Roma insieme con i giovani del Pdl che attaccano il Movimento. Insomma – conclude Messina - negli atteggiamenti del Blocco c’è una sorta di schizofrenia: un giorno sta con Berlusconi, l’altro scende in piazza per provare a egemonizzare il Movimento del quale invece è un nemico, al pari della Gelmini”.

 Partito dei Comunisti Italiani

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Scuola: sciopero generale - di Piergiorgio Bergonzi

Scuola: sciopero generale

di Piegiorgio Bergonzi

Roma 28 ottobre 2008



Il 30 ottobre è sciopero generale della scuola, dell’università e della ricerca. Si tratta di uno sciopero senza precedenti per la sua entità, per il momento in cui si verifica, per gli obiettivi che si pone, per  il consenso che lo caratterizza. Esso vedrà sfilare uniti, a Roma, insegnanti, studenti, ricercatori, genitori, docenti universitari, lavoratori, cittadini. Difenderanno il diritto all’istruzione, alla conoscenza, la libertà del sapere, cioè il futuro del Paese. Diritti che la destra, perseguendo un progetto reazionario che non ha precedenti nella storia d’Italia, vuole cancellare in quanto fondanti della democrazia e dell’uguaglianza fra i cittadini. I Comunisti italiani sono con questo sciopero e con questa grande mobilitazione.

Il 30 ottobre  (l’altra scadenza importante fu il 17 scorso) costituirà un importante punto di arrivo e di ripartenza di un movimento per la scuola e l’università pubbliche che nel volgere di quaranta giorni ha assunto dimensioni e caratteri senza precedenti. E’ un movimento grande, unitario, responsabile creativo e intelligente, pacifico, geloso della propria autonomia, fortemente determinato. Sono questi caratteri che gli consentono di estendersi, di propagarsi in tutto il Paese con una rapidità del tutto inusuale ed inaspettata. E’ un movimento, una mobilitazione che va dalle scuole e dalle università occupate, alle manifestazioni sempre più partecipate che ormai quotidianamente si svolgono in tutte le città italiane, alle lezioni tenute nelle piazze, nei giardini, nelle scuole e rivolte a tutti i cittadini, a pacifiche azioni dimostrative, alle delibere dei Senati Accademici delle università, agli ordini del giorno votati spesso in modo unanime dai  Collegi dei Docenti nelle scuole, alle delibere di innumerevoli Consigli comunali e provinciali di tutta Italia, ai ricorsi di numerose Regioni alla Corte Costituzionale. Siamo di fronte  a un movimento unito come mai prima era accaduto, ad un movimento capace di comunicare e di porsi  in positiva relazione con la società.

Ciò perchè uno straordinario obiettivo di portata storica  accomuna questo movimento: quello di tenere aperta per le giovani generazioni e per l’intera società la speranza del futuro garantendo a tutti il diritto all’istruzione, alla cultura, al sapere. Lo stesso diritto, la stessa speranza che la destra vuole chiudere  alla grande maggioranza dei giovani del nostro Paese.

Lo fa deliberatamente, cinicamente. Con un semplice Decreto (divenuto poi uno dei cento articoli di una legge finanziaria) abbassa (unico paese al mondo!) l’obbligo di istruzione da 16 a 14 anni di età, opera tagli tanto pesanti di risorse e personale alla scuola, all’università  da impedirne il normale funzionamento; riduce del 20% l’orario scolastico obbligatorio per i bambini dai tre ai dieci  anni e in tutti gli ordini di scuola, ripristina il maestro unico, colpisce la scuola e l’università nelle loro parti migliori senza ipotizzare alcun atto di riforma del molto che non funziona,  prevede la privatizzazione di scuole e università statali trasformandole in fondazioni. Alla fine:  dai tre anni di età i bambini verrebbero discriminati nell’accesso a scuole qualificate e  la maggioranza dei ragazzi sopra i quattordici anni verrebbe privata della possibilità di frequentare con successo la secondaria superiore, la Repubblica cesserebbe di essere garante del diritto all’istruzione e al sapere per tutti.

Un’opera di smantellamento e di sovvertimento della scuola e dell’università pubbliche finalizzata a realizzare una  società dell’ignoranza che dia basi stabili ad un regime autoritario e della disuguaglianza. Questa è la storica posta in gioco oggi, questo il disegno reazionario che bisogna in ogni modo fermare.

Il disegno della destra non è riuscito a passare nella scuola e nella società nonostante i decreti, le leggi, i piani attuativi imposti con colpi di mano indegni della nostra democrazia costituzionale, nonostante le continue intimidazioni contro chi si mobilita e lotta, nonostante le intenzioni “similgolpiste” di mandare la polizia nelle scuole e nelle università subito bloccate dall’unitarietà e dalla vastità del movimento.

La battaglia è tutta aperta.

Sarà una battaglia  lunga e difficile soprattutto in una fase di gravissima crisi economica che la destra cercherà di far pagare ancora una volta ai lavoratori e ai meno abbienti.

Ma è possibile vincere.

Anzitutto perché quella per il diritto al sapere, per la scuola e l’università pubblica si sta rivelando come una battaglia sempre più forte e condivisa potenzialmente capace di coinvolgere l’intera società.  Inoltre perché, in questo contesto, il movimento,  la sinistra, i comunisti si stanno dimostrando in grado di avanzare un progetto contrapposto a quello della destra: l’investimento nel sapere come garanzia per il futuro delle giovani generazioni, come via per uscire dalla crisi, per riattivare processi di trasformazione e sviluppo della società; il no al finanziamento alla scuola privata; il reperimento di risorse dalle spese per le armi (via finalmente dall’Afghanistan!) e dall’evasione fiscale; l’obbligo di istruzione gratuito fino a 18 anni; proposte credibili di atti di riforma per realizzare la scuola di tutti, progetti condivisi di riforma dell’università.

Questo si sta anche rivelando il movimento che è nato e sta crescendo: una straordinaria palestra di mobilitazione, di confronto democratico, di elaborazione, di progettualità per affermare il diritto inalienabile al sapere e la sua libertà quale base imprescindibile della democrazia e dell’uguaglianza fra i cittadini.

Per queste ragioni i Comunisti italiani sono nel e con il movimento nel totale rispetto della sua autonomia, per queste ragioni sono in piazza e in sciopero il 30 ottobre.

Partito dei Comunisti Italiani

Pubblicato il 30 Ottobre 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |

La tv diseduca

La televisione italiana per ''livelli di banalita' e volgarita''' e' al disotto di altre televisioni europee e il divario rispetto alle emittenti Ue ''e' crescente''. E' duro l'atto d'accusa del presidente dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni Corrado Calabro', davanti alla Commissione infanzia, dove stamattina si trovava per parlare del rapporto tra ragazzi e media.

La nostra televisione, spiega ancora il presidente, dovrebbe assecondare ''il ritrovato interesse dei giovani per il teatro, per i concerti (anche di musica classica) per le mostre, per i musei, per la partecipazione a qualche attivita' artistica''.

Al contrario la tv, ''le ignora, preferisce insistere sul ripetitivo, quando non sul becero''. Non e' nelle possibilita' dell'Agcom cambiare il modo di fare televisione, spiega Calabro', ma ''fino a quando le trasmissioni sono dominate dall'assillo dei ricavi pubblicitari e questi sono connessi esclusivamente all'audience - aggiunge il presidente - i tentativi saranno inefficienti''.

Il fatto e' che cosi' ''si innesca una spirale perversa che diseduca il gusto dei telespettatori e degrada il livello delle trasmissioni''. Il problema e' tanto piu' grave, fa capire il presidente Agcom, perche' ''sono i bambini quelli che subiscono, piu' di tutti, l'influenza della tv'' e anche perche' l'enorme ampliamento delle possibilita' di circolazione dei contenuti ''comporta l'enorme facilita' per ragazzi e adolescenti minorenni di accedere anche a contenuti nocivi per il loro sviluppo psico-fisico e morale''.

Cosi' come motivo di turbativa ''non di poco conto nella vita relazionale dei minori'', e' introdotta dall'uso massiccio dei cellulari, anche perche' un'indagine recente sostiene che ben l'84% dei ragazzi tra gli 8 e i 15 anni ne possiede uno tutto suo e il primo telefonino arriva gia' all'eta' di 9-10 anni per la meta' degli intervistati.

Per quanto riguarda la tv comunque, grazie alla collaborazione con il Comitato tv e minori – sottolinea Calabro' - ''siamo intervenuti almeno per far diminuire un inutile tasso di violenza, calmierare il turpiloquio e la rissosita' che connotano alcuni tipi di trasmissione, evitare, nella fascia della televisione per tutti, l'erotismo che sconfini nella pornografia, sia che si tratti di trasmissioni analogiche, digitali o satellitari in chiaro''.

Verdi > Notizie

Pubblicato il 30 Ottobre 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |

Spesa con spot

L’ultimo media sul mercato e’ il “sacchetto di plastica ecologico”: da oggi infatti le aziende possono sostenere l’ambiente semplicemente facendo pubblicità sui nuovi sacchetti biodegradabili al 100% in Mater-Bi, prodotto dall’italiana Novamont.

Un’iniziativa che consente al consumatore di sostenere l’ambiente senza dover pagare di più, per coprire i maggiori costi dei sacchetti biodegradabili, e alle aziende di raggiungere milioni di consumatori.  Un’idea venuta ad Arcadia Media (www.ecosacchetto.it), giovane start-up nel mondo della pubblicita’, che ha gia’ messo a disposizione di Supermercati, Grandi Magazzini e Centri commerciali, l’opportunita’ di poter sostituire i sacchetti inquinanti con l’eco-sacchetto completamente biodegradabile e compostabile in Mater-BI.

Una soluzione concreta per mettere un freno alla vera e propria valanga di sacchetti di plastica che “invadono” l’ambiente: basti infatti pensare che in Italia ogni mese vengono consumati ben 2 miliardi di sacchetti della spesa.

La trovata di Arcadia per diffondere nella grande distribuzione i sacchetti biodegradabili è quella di trasformare il sacchetto ecologico in un vero e proprio media pubblicitario per abbattere i costi. In questo modo la differenza di costo ancora sensibile viene pagata dall’inserzionista.

Il vantaggio per le azienda sara’ quello di riuscire a raggiungere con i propri messaggi un pubblico estremamente interessante (i decisori d’acquisto) e ben targettizzato (in base a tipologia di catena, area geografica, ecc) e conseguentemente a poter misurare l’efficacia della campagna pubblicitaria.

Ma i vantaggi ci saranno anche per il consumatore finale: gli eco-sacchetti grazie alla presenza su uno dei due lati del messaggio pubblicitario, costeranno al cliente finale, esattamente come i sacchetti di plastica con l’ulteriore vantaggio che saranno utilizzabili per la raccolta differenziata dell’umido.

Verdi > Notizie

Pubblicato il 30 Ottobre 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |

Quei tagli alla ricerca distruggono il futuro

La legge 133, presentata a giugno ed approvata in agosto, nella quasi totale indifferenza, prevede due disposizioni estremamente pesanti per l’università e la ricerca: la riduzione del 10 per cento della pianta organica degli enti di ricerca e il quasi totale blocco delle assunzioni nelle università per i prossimi anni (un nuovo assunto ogni cinque pensionamenti), con la contemporanea diminuzione  dei finanziamenti universitari.

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Sinistra Democratica

Pubblicato il 29 Ottobre 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |

A Milano l’Onda si trasforma in fiume

L’università come racchiuso efficacemente in uno slogan “era sul baratro e ora ha fatto un passo in avanti”. La scuola primaria invece, che è una delle cose pubbliche che in Italia meglio funziona, stava piuttosto bene prima dei tagli, degli interventi maquillage (grembiulino e voto in condotta per combattere il bullismo???) e di aberrazioni come la classi ponte.

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Sinistra Democratica

Pubblicato il 29 Ottobre 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |

Il movimento cammina anche ad Andria

Milano, Torino, Bologna, Roma: da una decina di giorni i mass media ci danno informazioni sulle rivolte studentesche delle maggiori metropoli italiane, ma il movimento prende piede anche nei piccoli comuni, anche nella mia città: Andria.
Qui l’indifferente  tranquillità dei circa 100.000 cittadini è stata turbata dai circa 100 studenti in protesta,

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Sinistra Democratica

Pubblicato il 29 Ottobre 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |

Mascarin: No ai neofascisti nel movimento studentesco

NO AI NEOFASCISTI NEL MOVIMENTO STUDENTESCO
Da giorni ormai in tutta Italia le organizzazioni di estrema destra tentano di infiltrarsi nei cortei e nelle manifestazioni studentesche contro la "riforma Gelmini" e le politiche scolastiche del Governo di centrodestra.

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Sinistra Democratica

Pubblicato il 29 Ottobre 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |

Viene impedito di parlare a chi difende la scuola pubblica

La vile aggressione seppur verbale è qualcosa che fa male alle istituzioni tutte. Il non aver dato la possibilità ad un consigliere regionale di leggere un ordine del giorno la dice lunga. Ci sono alcune forze politiche in aula che non sono in grado di accettare alcun confronto. Lo sconcerto e la rabbia sono tante. Più volte le forze dell’opposizione, e il capogruppo di Alleanza Nazionale in quest’aula hanno parlato di tutto, hanno posto le questioni più disparate. A loro è sempre stata data la possibilità di intervenire…….

La dichiarazione di Fava di solidarità a Tonino Scala qui

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Sinistra Democratica

Pubblicato il 29 Ottobre 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |

Scuola: Bagarre in consiglio regionale Campania. Solidarietà di Fava a Scala

SCUOLA
BAGARRE IN CONSIGLIO REGIONALE CAMPANIA
SOLIDARIETA’ ON. CLAUDIO FAVA
Segretario Nazionale Sinistra Democratica
A CAPOGRUPPO SD TONINO SCALA

L’animata e violenta aggressione verbale nei confronti del nostro capogruppo al Consiglio Regionale della Campania, Tonino Scala, avvenuta oggi pomeriggio non può che preoccuparci.

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Sinistra Democratica

Pubblicato il 29 Ottobre 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |

E ora referendum, firmato La Costituente della Sinistra di Genova

Domani la Costituente per “La Sinistra” sarà presente al corteo anti-Gelmini ed alle 17 promuove un presidio sotto la Prefettura per il referendum ed a sostegno della mobilitazione dei lavoratori e degli studenti.

L’arroganza del Governo va in ogni modo contrastata, una riforma non si fa contro gli insegnanti, gli studenti, i genitori ed i lavoratori.
La rivolta civile deve continuare e deve partire subito il percorso verso il referendum.

Costituente per “La Sinistra”
Via Lanfranconi 5/2 – Genova

info:
sinistragenova@gmail.com

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Sinistra Democratica

Pubblicato il 29 Ottobre 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |

Scuola: Azzolini (Sd La Spezia), al governo contestiamo tutto nel merito e nel metodo

Domani  tutti in piazza. Contro la distruzione della scuola pubblica, contro i metodi violenti di questo governo, mai come ora dobbiamo manifestare, ovunque, il nostro dissenso.
Al governo contestiamo tutto, nel merito e nel metodo.

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Sinistra Democratica

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Scuola: Mezzetti (Sd): “la manifestazione di domani diventi un presidio antifascista”

Quanto sta accadendo a Roma, a Milano e in altre città italiane dove il movimento studentesco sta mostrando tutta la propria indignazione contro l’arrogante approvazione del decreto legge Gelmini ci lascia sconcertati.
Il governo e la maggioranza di destra in Parlamento e i fascisti di Forza Nuova nelle piazze agiscono di concerto.

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Sinistra Democratica

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La brutta giornata della scuola

Non è una bella giornata. Non solo la maggioranza, incurante di quello che il Paese chiede,  ha approvato il Decreto Gelmini consegnando alla scuola italiana un futuro di arretratezza e di incertezza. Quella di oggi è segnata dal tentativo,  che ha davvero troppi padri, di trasformare un gioioso, consapevole, pacifico, maturo movimento ricco di contenuti e di conoscenza,  in un problema di ordine pubblico.  Questi padri non riusciranno nel loro tentativo.

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Sinistra Democratica

Pubblicato il 29 Ottobre 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |

Si parta subito con la raccolta firme e con un comitato per il Referendum contro la Legge Gelmini

Quando, con protervia ed arroganza, un governo  non ascolta chi  - genitori, docenti, studenti insieme - esprime la propria contrarietà verso un provvedimento che distrugge di fatto la scuola primaria, quando un governo addirittura  non rispetta neanche l’opposizione parlamentare e va avanti con i propri disegni restauratori in un settore strategico per l’Italia come quello della conoscenza, è il momento allora di far esprimere democraticamente&n

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Sinistra Democratica

Pubblicato il 29 Ottobre 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |

Sì al referendum

E’ stato convertito  in legge con 162 sì e 134 no il decreto Gelmini sulla scuola, il numero 137. L’elemento più negativo è l’abolizione del team di insegnanti alle elementari e l’introduzione dell’unico docente.  I Verdi hanno annunciato che raccoglieranno le firme per un referendum abrogativo della legge e che saranno presenti in piazza, domani a Roma, allo sciopero e al corteo dei sindacati e degli studenti. 

Il decreto prevede che le ore del tempo pieno saranno coperte dallo stesso maestro unico, che dovrebbe lavorare un maggior numero di ore. La legge prevede che per le ore di insegnamento aggiuntive, rispetto all'orario d'obbligo, si possa attingere per il 2009 dalle casse delle singole scuole. 

''Saremo in piazza per difendere le ragioni della scuola e dell'Universita' pubblica nei confronti di una riforma che scontenta tutti, studenti, docenti e genitori”, ha dichiarato Grazia Francescato, portavoce nazionale dei Verdi, che ha aggiunto: ''Dando seguito ad una mozione approvata al Consiglio Federale di domenica scorsa (leggi in fondo)siamo pronti a raccogliere le firme per il referendum contro il decreto Gelmini che rischia  di essere la pietra tombale sull'istruzione pubblica e di qualita' in Italia''

“Il voto avra' l'unico effetto di rendere ancora piu' duro lo scontro con il movimento che nelle scuole e nelle universita' ha riaperto un forte conflitto sociale", preconizzava in mattinata anche Paolo Cento."La destra al governo la smetta di coltivare opinioni autoritarie e eviti di trasformare le piazze in un problema di ordine pubblico". 

Nella dichiarazione di voto in Senato la capogruppo del Pd Anna Finocchiaro stamani ha criticato il ministro Gelmini per il silenzio tenuto in aula . ''C'e' il suo silenzio - ha osservato Finocchiaro - indifferente, opaco, ma anche cosi' esplicito. Ieri le sono state poste ripetutamente alcune domande e non ha risposto''. ''Colpisce - conclude Finocchiaro - di fronte a questo silenzio, questa afasia, a questa cupa determinazione, la parola degli studenti''.

Studenti che per tutta la mattina e anche nel pomeriggio continuano a manifestare e a tenere assemblee e lezioni all'aperto in collaborazione con docenti e rettori in decine di città italiane.

 CONSIGLIO FEDERALE NAZIONALE DEI VERDI 26 OTTOBRE 2008

MOZIONE REFERENDUM SCUOLA

Il Consiglio Federale Nazionale dei Verdi, riunito a Roma il 26 ottobre 2008, ritenendo gravissimo l’atteggiamento di scontro del Governo Berlusconi e del Ministro della Pubblica Istruzione – Gelmini, in merito alla riforma scolastica; considerando che tale riforma, se approvata, porterà classi più numerose, educatrice unica e riduzione del tempo scuola, con eventuale dopo scuola a pagamento; che dal prossimo anno nelle scuole primarie ci saranno 30.000 insegnanti in meno; che alla scuola pubblica di ogni ordine e grado verranno tolti 8 miliardi di euro; che in questo momento è più che mai necessario che ogni cittadino al di là dei ruoli e delle appartenenze politiche comprenda che attraverso la difesa della scuola pubblica passa quella dei diritti civili della persona; che oltre a tagliare i fondi per fare cassa, il Governo attacca i lavoratori della scuola, privando la gran parte dei giovani della possibilità di progettare e costruire il proprio futuro, e di poterlo fare anche grazie al sapere, alla crescita delle potenzialità e competenze individuali che la scuola è in grado di offrire; ritenendo che la scuola pubblica ha necessità di essere rinnovata, sviluppata e non distrutta; dà mandato alla Presidente e all’Esecutivo, nel caso in cui la riforma dovesse essere approvata, di procedere con la raccolta firme al fine di indire un referendum abrogativo della riforma scolastica Gelmini.

Rossana del Regno ed altri

 

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Per il pluralismo

“Abbiamo rappresentato al presidente Napolitano i problemi di un vero e proprio deficit di democrazia che si verrebbe a creare se venisse approvata una legge elettorale che toglie ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti”.  

Lo ha detto oggi Paola Balducci dei Verdi, al termine dell’incontro tra il ‘Comitato per la democrazia’ (a cui aderiscono Rifondazione comunista, Verdi, Partito socialista, nuovo Psi, Psdi, Sinistra democratica, Partito liberale, nuovo Partito d'azione, Comitato 101) e il presidente della Repubblica Giorgio Napoletano.  

Visita giunta all’indomani del voto in commissione alla Camera con cui Pdl e Lega, da soli, hanno dato il primo ok alla legge elettorale per le europee che elimina le preferenze e introduce uno sbarramento al 5%.  Il comitato ha stigmatizzato anche lo sbarramento, che “attacca pesantemente il pluralismo politico in un contesto in cui non c’è alcun problema di governabilità”.  

“Le parole del Presidente Napolitano vanno ascoltate - ha concluso la Balducci -. Il pluralismo politico è un patrimonio della nostra democrazia che va tutelato e bisogna assolutamente scongiurare il rischio che i Parlamenti vengano nominati da pochi oligarchi di partito: questo sarebbe un colpo gravissimo alla nostra democrazia”.

E sulla legge elettorale ieri si era espresso Massimo D'Alema, uno dei leader dell’opposizione in Parlamento, per il quale la maggioranza con il primo ok alla legge ha manifestato un atteggiamento "gravemente antidemocratico".

"La pretesa di imporre a maggioranza una legge elettorale che stravolge il sistema elettorale europeo a – spiegato D’Alema -, piegata a interessi di parte, da parte di una maggioranza che non rappresenta la maggioranza degli italiani, che legittimamente governa ma non dispone delle regole che dovrebbero invece essere condivise, e' un atteggiamento gravemente antidemocratico. Cosi' si rende difficile il normale rapporto tra maggioranza e opposizione".

aggiornato il 28/10 alle 14.00

Verdi > Notizie

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Nella terra di Alex

Il buon risultato dei Verdi alle elezioni in Alto Adige, che hanno ottenuto il 5,8% dei consensi a un’incollatura dal Pd (6%), “riconferma la nostra autonomia e la nostra identita’ proprio nella terra del fondatore dei Verdi Alex Langer e ci fa ben sperare nel futuro”.

Cosi’ la portavoce nazionale dei Verdi Grazia Francescato ha commentato i risultati che attestano il Sole che ride a quinta forza politica nella provincia autonoma. “Proprio in un momento in cui si e’ riacutizzato lo scontro etnico e una parte consistente del mondo di lingua tedesca si e’ radicalizzata a destra - ha aggiunto la Francescato -, e’ importantissimo che i Verdi dell’Alto Adige abbiano saputo riaffermare il loro carattere inter-etnico eleggendo sia un consigliere di lingua tedesca, Hans Heiss, che uno di lingua italiana Riccardo dello Sbarba”.

Anche per Marco Boato, presidente dei Verdi del Trentino, il responso elettorale è molto positivo: “I Verdi – dice - hanno saputo riconquistare pienamente la propria autonomia e la propria identità”. Boato sottolinea come i Verdi abbiano “il triplo dei voti rispetto all'Italia dei Valori e oltre il quadruplo dei voti dell'Udc".

"Anche in Alto Adige – aggiunge l’ex parlamentare dei Verdi - spira il vento del populismo di destra, che si e' gia' manifestato nelle recenti elezioni in Austria e in Baviera. Di fronte alla perdita della maggioranza assoluta da parte della SVP, con un flusso di voti verso le formazioni piu' estremiste di lingua tedesca, va segnalato anche il quasi dimezzamento del Pdl e il ridimensionamento di quasi due terzi del Pd".

Anche per Boato "i Verdi hanno saputo, unica forza politica in Alto Adige, riaffermare il loro carattere inter-etnico. Solo mantenendo la propria identita' autonoma e riconoscibile e la propria trasversalita', uscendo dalla ‘riserva indiana’ dell'estrema sinistra, e' possibile recuperare e rilanciare pienamente il proprio ruolo di forza politica ecologista e ambientalista, per la convivenza dei diritti civili e umani".  

Verdi > Notizie

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Non votatela!

Saranno proprio tre Re Magi, figure simboliche che si contrappongono al maestro unico voluto dalla riforma della scuola targata Gelmini, a consegnare a Roma le migliaia di firme raccolte dal coordinamento 'Non rubateci il futuro' contro il decreto 137 firmato dalla ministra dell’istruzione.

L’annuncio arriva dal coordinamento che domani mattina alle 10 sara' a Viale Trastevere per chidere il ritiro del provvedimento. ''Gia' duemila anni fa - spiega il Coordinamento - i tre Magi rappresentavano i diversi saperi e le diverse culture del mondo. Oggi, in una societa' ancora piu' articolata e complessa, appare impensabile che di tanti valori e conoscenze si faccia portatore una figura unica”.

E così torneranno i Re Magi a rappresentare “il mondo della Scuola, dell'Universita' e dei Migranti  per dire no al Maestro unico e si alla multidisciplinarita', no alle classi ponte e sì all'incontro di culture, no ai tagli all'universita' e sì all'investimento nella ricerca. Le migliaia di firme - conclude il Coordinamento – sono solo una parte di quelle raccolte in tutta Italia, e chiedono il ritiro del decreto 137 e la sospensione della legge 133''.

“Il ministro Gelmini ritiri subito il decreto”, chiedono i Verdi con Loredana De Petris. Questo è “l’unico modo per riaprire il dialogo con gli studenti, i docenti e i genitori. Il Ministro dell’Istruzione e il Governo continuano imperterriti la loro lotta contro la scuola e l’università pubblica ignorando completamente le famiglie, gli studenti e gli insegnanti che, sempre più numerosi, stanno scendendo in piazza in queste ore”.

“Portare avanti il muro contro muro con gli studenti e il corpo docente di ogni ordine e grado – aggiunge l’esponente del Sole che ride - è solamente lesivo per tutto l’apparato scolastico che pretende solamente una scuola pubblica degna di questo nome”.

Si schiera anche Famiglia Cristiana: in un editoriale dal titolo "Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa", il settimanale è netto: "Non si garantisce così il diritto allo studio, il bene della scuola richiede la sospensione o il ritiro del decreto Gelmini. Per senso di responsabilità".

Oggi intanto sono stati numerosi i cortei in tutta Italia nella settimana in cui la maggioranza di centrodestra, secondo le dichiarazioni dei vari leader della Cdl, dovrebbe approvare in Parlamento la riforma che sta scatenando proteste in tutto il paese.

Nella capitale tante le iniziative degli studenti medi e universitari: cortei, sit-in, occupazioni e lezioni all'aperto che hanno invaso pacificamente ''a macchia di leopardo'' tutta la citta'.

Le due iniziative principali si sono svolte a piazza della Repubblica, dove  le scuole del quarto municipio hanno organizzato un corteo degli studenti medi diretto a piazza Venezia, al quale avrebbero partecipato 7.000 persone, secondo gli organizzatori, e all'Eur, dove si e' svolto un  presidio con circa 2.000 studenti di tre istituti - il Vivona, il Cannizzaro e l'Aristotele – che si sono riuniti in assemblea e poi hanno deciso di organizzare un sit-in davanti al ministero della pubblica  istruzione.

Sempre in mattinata studenti e docenti  universitari della facolta' di  Medicina de La Sapienza  hanno tenuto una  lezione all'aperto avanti alla sede del ministero della Pubblica istruzione  e quelli di filosofia, a piazza Farnese.

Verdi > Notizie

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Compra bene

Quattro vincitori, tra cui Brescia svetta in prima posizione, e dodici menzioni  speciali per premiare la Pubblica Amministrazione ecologica, ossia gli enti che compiono scelte e attuano politiche di  acquisti verdi, attenti quindi all'impatto ambientale dei prodotti e dei servizi nel loro intero ciclo di vita: dalla produzione all'utilizzo, fino al loro smaltimento.

Si tratta del Premio annuale Compraverde per il miglior bando e la miglior politica di Gpp, nato per incentivare e valorizzare le migliori esperienze di Gpp-Green Public Procurement, ossia di Acquisti  verdi nella Pubblica Amministrazione. Tra le prestazioni valutate il premio annovera anche l'adozione di prodotti  biologici per le mense pubbliche.

Ad aggiudicarsi il premio per la miglior politica di Gpp e' stato il Comune di Brescia, per la forte attenzione a sensibilizzare agli Acquisti verdi e a ridurre gli impatti ambientali dei consumi all'interno dell'amministrazione e che nel corso del 2007 ha visto crescere i propri acquisti verdi fino a una percentuale del 31,64% sul totale degli acquisti, pari a 1.341.074,00 euro (escluse le forniture informatiche).

Premiato per il miglior bando in Italia e', invece, il Comune di Avigliana (Torino) per l'affidamento del servizio di pulizia dei locali comunali attraverso un bando che integra i criteri ambientali e che denota attenzione alle tematiche etico-sociali.

Per la miglior politica ecologica il riconoscimento e' stato assegnato invece alla Provincia di Torino, per l'attuazione del protocollo Acquisti Pubblici Ecologici e per l'efficiente monitoraggio dei risultati; una Provincia che nel 2006 ha speso 4,6 milioni di euro per prodotti che rispettano i criteri definiti dal protocollo, pari al 66% dei prodotti acquistati per quelle tipologie.

E ancora premiato il Comune di Reggio Emilia, per l'integrazione dei criteri ecologici nelle procedure di gara e per le azioni di sensibilizzazione sugli acquisti verdi e il consumo sostenibile rivolte sia all'interno che all'esterno dell'ente, in particolare anche con progetti rivolti alle scuole che hanno coinvolto 5.250 bambini.

Verdi > Notizie

Pubblicato il 29 Ottobre 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |

In piazza per il futuro

Il 25 ottobre i Verdi saranno presenti alla manifestazione del Partito Democratico – dopo la riuscita manifestazione dell’11 ottobre insieme ai movimenti e forze di sinistra – per rilanciare la necessità di una forte opposizione al governo Berlusconi e alle sue politiche antiambientali, e per aprire il dialogo con i tanti militanti del Pd su quelle tematiche che questo partito ha parzialmente trascurato.  Il Sole che ride - che per il 25 ottobre distribuirà un numero speciale di Notizie Verdi - porterà in piazza i temi su cui si batte da sempre, a cominciare dallo storico impegno per i beni comuni (acqua o territorio, ambedue non sempre difese con sufficiente convinzione dalle amministrazioni locali di centrosinistra) o, ancora, la madre di tutte le battaglie, ovvero la lotta ai cambiamenti climatici, che vede il Governo Berlusconi condannare l’Italia all’isolamento in Europa e cancellare innovazione, energie rinnovabili ed efficienza energetica a favore del nucleare, devastante non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico. Argomenti su cui concorda il ministro ombra dell’ambiente, l’ex presidente di Legambiente Ermete Realacci, che chiede che i temi ambientali siano centrali alla manifestazione del PD. ''Il nostro Paese – spiega -, nonostante sia fra quelli che nel contesto europeo ha i requisiti maggiori per orientare il suo sistema produttivo su basi ambientali non solo e' drammaticamente indietro rispetto agli obiettivi di Kyoto ma il Governo Berlusconi ci sta condannando ad essere il fanalino di coda d'Europa''. I Verdi manifesteranno anche contro gli attacchi alla scuola pubblica, contro cui si sta organizzando un vasto movimento e naturalmente contro il picconamento delle politiche europee contro i gas serra da parte del governo del Cav. “Le continue capriole del presidente Berlusconi e del ministro Gelmini che un giorno minacciano di mandare la polizia contro le dimostrazioni degli studenti e il giorno dopo abbozzano una timida retromarcia vanno respinte al mittente”, dice Paolo Cento dei Verdi, che a proposito degli annunci del premier di inviare la polizia negli atenei per consentire lo svolgimento delle lezioni, ha chiesto alle opposizioni in Parlamento di riprendere una proposta di legge “che noi Verdi avevamo presentato nel 2006 e che prevedeva la depenalizzazione del reato di ‘interruzione di pubblico servizio’ nel caso di occupazione di edifici scolastici e universitari da parte degli studenti”. La proposta presentata nel 2006 (n. 332 degli atti della Camera dei Deputati della XV legislatura) “aggiungeva all’articolo 340 del codice penale, che prevede fino ad un anno di reclusione per ‘chiunque cagiona una interruzione o turba la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, un ulteriore comma: ‘Le disposizioni non si applicano in caso di occupazione di edifici scolastici o universitari da parte di studenti, se non nei casi in cui essi si siano resi responsabili di danni all'edificio o ai beni strumentali in esso presenti”. Non solo scuola. Dal governo sono giunti pesanti picconate alle politiche antigas serra della Ue contro le quali si sono levate molte voci da parte degli ambientalisti. A Milano ieri è stata la volta dei Verdi e del Pd, che oltre a distribuire un dossier ai cittadini che smentisce le dichiarazioni di Berlusconi sugli oneri per le imprese legati al pacchetto clima della Ue, hanno denunciato come nella Lombardia di Formigoni le emissioni di anidride carbonica, il C02, siano aumentate del 20% rispetto al 1990. All'iniziativa hanno preso parte anche esponenti di altri partiti come Mario Agostinelli capogruppo in regione Lombardia del Prc. I consiglieri regionali Carlo Monguzzi e Giuseppe Civati, insieme a Maria Berrini e a Stefano Facchi, hanno quindi distribuito un dossier da cui emerge chiaramente come il pacchetto clima della Ue permetterebbe all’Italia un guadagno netto di 600 milioni l’anno fino al 2020. Sempre ieri anche a Firenze i Verdi hanno tenuto una manifestazione per dire no alla scelta del Governo Berlusconi di contrapporsi all'Unione Europea sul rispetto degli obiettivi di taglio delle emissioni che alterano il clima. Mauro Romanelli, portavoce del Sole che ride, ha ribadito come il governo dica “il falso”. ''Con l'aumento esponenziale dei costi energetici, la migliore strategia di politica industriale da parte di un Governo serio e innovativo, dovrebbe essere quella di favorire le energie pulite e rinnovabili per abbattere i costi delle imprese, e metterle al riparo dagli sbalzi del mercato del petrolio. Si dovrebbe favorire la nascita di distretti industriali per la produzione di energia pulita e rinnovabile”.Verdi > Notizie

Pubblicato il 29 Ottobre 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |

No manipolazione

In piazza il 23 ottobre alle ore 12 in piazza Nicosia a Roma per manifestare contro la brevettabilità e la privatizzazione di piante e sementi. Il presidio si terrà davanti al Ministero per le Politiche Comunitarie ed è indetto dai Verdi e dall’associazione Equivita.

L’iniziativa nasce dalla necessità di salvare il bene comune più prezioso dell’umanità, il Patrimonio genetico del pianeta. Per fare ciò occorre che il mondo intero avvii un ampio dibattito pubblico sul tema dei brevetti sulla materia vivente, per giungere ad una revisione delle leggi brevettuali.  Intanto, i brevetti sulle piante convenzionali non devono in nessun caso essere consentiti in Europa, chiedono i promotori.

La manifestazione si svolgerà in concomitanza con la presentazione all'Ufficio Europeo dei Brevetti di Monaco di 35.000 firme apposte alla petizione "Chi ha inventato il broccolo?". I Verdi chiedono che l’Italia si faccia promotrice in Europa di una campagna per impedire la manipolazione della materia vivente. All’iniziativa parteciperanno Angelo Bonelli dei Verdi e Fabrizia Pratesi.

Verdi > Notizie

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Merci Sarkozy

Governo Berlusconi nell’angolo e in imbarazzo. A mettercelo è stata il presidente di turno dell'Ue, Nicolas Sarkozy, che davanti agli eurodeputati di Strasburgo ha detto che abbandonare il pacchetto sul clima sarebbe un ''errore strategico'', una scelta ''drammatica e irresponsabile''.

Il presidente di turno dell'Ue, ha avvertito che qualsiasi compromesso non dovra' andare oltre la “linea rossa” costituita dai tre obiettivi fissati - meno 20% di emissioni di C02, aumento del 20% di consumi da energie rinnovabili e incremento del 20% di efficienza energetica entro il 2020 - e dall'impegno di arrivare a una decisione entro la fine dell'anno.

Una decisione che Sarkozy punta ancora a raggiungere raccogliendo il consenso di tutti i partner in occasione del vertice che si terra' l'11 e il 12 dicembre prossimi. Ma che sara' poi resa operativa attraverso il varo dei relativi provvedimenti con il sistema della maggioranza qualificata.

Come a maggioranza - seguendo pero' una procedura del tutto eccezionale - potrebbe essere adottata la decisione in sede di vertice Ue in caso di “estrema necessità”.

''Il pacchetto Ue - ha sottolineato il presidente francese - e' ambizioso e poggia sulla convinzione che il mondo e' destinato alla catastrofe se continua cosi'. Non vedo un solo argomento, crisi finanziaria compresa, che possa farci cambiare idea''.

Un sostegno all'azione dell'Ue in materia di lotta ai cambiamenti climatici e' giunto oggi dalla stragrande maggioranza dei gruppi parlamentari di Strasburgo. Il presidente di turno dell'Ue ha ringraziato i Verdi, rivolgendosi a loro leader storico, Daniel Cohn-Bendit, chiedendo loro di sostenere ancora e con più decisione la battaglia avviata per portare a casa l'approvazione del pacchetto clima.  

''Chi vuole vedere nella crisi economica una scusa per frenare il varo del pacchetto clima - ha osservato il capogruppo  del Pse Martin Shulz - sta commettendo un grosso errore''. E il leader dei liberal-democratici, Graham Watson, ha definito ''disonesti'' quei Paesi, come Italia e Polonia, che chiedono il rinvio del varo del pacchetto clima.

''Meno male che c'e' l'Europa e che Sarkozy si e' assunto con decisione il ruolo di paladino delle politiche ambientali e della lotta ai cambiamenti climatici''. Soddisfatto il commento della leader dei Verdi, Grazia Francescato. La cosa importante - sottolinea Francescato - e' che l'Italia sul pacchetto clima-energia Ue non ha alcun diritto di veto e confidiamo che il meccanismo della con decisione (maggioranza qualificata del Consiglio Europeo e voto dell'Europarlamento) evitera' qualunque passo indietro nella lotta ai cambiamenti climatici che sono la vera priorita' di questo secolo''.

E oggi anche il segretario del PD Walter Veltroni ha preso posizione a favore del pacchetto clima. Se l'Italia accettasse il piano Ue  e puntasse a una ''riconversione ecologica'' del proprio sistema, partirebbero degli investimenti che favorirebbero la crescita del Pil. Il can can messo in piedi dal governo Berlusconi, più mediatico che altro, ha fatto fare “l'ennesima brutta figura al nostro Paese'', ha detto Veltroni a proposito del braccio di ferro del governo con l'Unione europea.

''Berlusconi si e' schierato con i Paesi dell'Est, isolandosi dai grandi Paesi come la Francia o la Germania. L'Est ha altre condizioni di sviluppo e non e' interessato ad una riconversione ecologica e noi ci siamo accodati a loro''. ''Come ha detto il presidente Sarkozy - ha proseguito Veltroni - quella del clima e' pero' una esigenza inderogabile, ed e' anche un'opportunita' per la nostra economia. Se c'e' una cosa che puo' far crescere il Pil e' la riconversione ecologica del nostro sistema economico''.

''Si parla di rottamare le auto - ha aggiunto - ma io dico, proviamo a rottamare il petrolio, a puntare sull'eolico e il solare, e partiranno una serie di investimenti in grado di rimettere in moto l’economia''.

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Pubblicato il 29 Ottobre 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |

Italia isolata

Nel pomeriggio il commissario all’ambiente Stavros Dimas ha precisato che non ci sarà nessun rinvio dell’accordo sul pacchetto clima, previsto per dicembre. Rinvio evocato dal ministro italiano dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, che ha minacciato che l’Italia, in occasione della riunione del Consiglio europeo con i capi di stato e di governo che dovrà ratificare le misure anti gas serra appunto nel dicembre prossimo, porrà il veto se non saranno apportate sostanziali modifiche a tutela dell’industria italiana.

“L’indecente ‘aut o aut’ del ministro Prestigiacomo – attacca la portavoce nazionale dei Verdi Grazia Francescato - che, dopo aver dato i numeri a casaccio, ha minacciato di far saltare l’accordo sul pacchetto energia se non ci saranno modifiche, sancisce il definitivo isolamento dell’Italia dal nucleo storico dei Paesi europei e ci condanna ad indossare i panni dei killer dell’ambiente”.

“E’ evidente – aggiunge Francescato - che Berlusconi si prepara ad abolire il ministero dell’Ambiente sostituendolo con il ministero ‘Ammazza-Clima’: non si spiega altrimenti questa posizione che ci allontana anni luce dai Paesi fondatori dell’Ue, che, a differenza dell’Italia, hanno confermato il loro sostegno al pacchetto clima ed energia”.

Frena e rispedisce al mittente ogni ipotesi di rinvio Dimas: “Il summit Ue della settimana scorsa ha confermato la volonta' dei Ventisette di trovare un accordo entro la fine dell'anno, non vi e' stato alcun mandato per un rinvio”, ha detto.

"Tutti i paesi -ha detto ancora - e tutti i leader una settimana fa hanno riaffermato la propria determinazione e ci hanno dato il mandato di avere un accordo entro la fine dell'anno". Dunque, ha spiegato, "non vedo come questa idea del rinvio sia emersa".

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Pubblicato il 29 Ottobre 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |

Politica dissennata

“L'Italia non si e' avviata in solitaria a chiedere piu' tempo per l'applicazione del pacchetto sul clima”. Nega l’evidenza il premier Silvio Berlusconi, omettendo di dire che in pratica al governo italiano guidato dal centrodestra che chiede di rivedere il pacchetto clima dell’Unione europea e di rivedere il protocollo di Kyoto, fanno compagnia solo la Polonia e i paesi dell'Est, non certo la punta più avanzata dell'Europa. 

Oltre alla richiesta del governo di sospendere l'applicazione delle misure anti-inquinamento per almeno un anno al fine di verificarne i costi, l'Italia chiedera' anche, come ha annunciato appunto il ministro delle Infrastrutture ed ex ministro dell'Ambiente Altero Matteoli, di ''rinegoziare il protocollo di Kyoto''.

E’ una debacle, e anche una pessima figura internazionale come hanno rilevato i principali quotidiani italiani, quella del governo nella lotta ai cambiamenti climatici e oggi bisognerà vedere quali e quanti danni per il sistema paese la ministra dell’Ambiente Prestigiacomo, inviata al Consiglio europeo dei ministri dell’Ambiente, riuscirà a fare.

Prestigiacomo, ancora oggi sui giornali, ribadisce la gravità dei costi per l’industria italiana, omettendo di dire, come hanno denunciato per primi i Verdi al Parlamento europeo e lo stesso commissario all’Ambiente Stavros Dimas, che i dati citati dal governo italiano sono lo scenario peggiore ipotizzato in uno studio dalla Commissione europea, ipotesi giudicata comunque irrealistica dalla stesso esecutivo Ue.

E ciò perché sarebbe impossibile che l’Italia nel frattempo non faccia nulla per incrementare risparmio energetico e fonti rinnovabili, che ridurrebbero i costi per centrare gli obiettivi anti gas serra. L’insuccesso del governo Berlusconi su questo versante peserebbe sì sulle tasche degli industriali e degli italiani, ma sarebbe esclusivamente colpa sua non del pacchetto clima o del protocollo di Kyoto.

"La politica del governo Berlusconi è dissennata”, denunciano ancora i Verdi, con Angelo Bonelli. Rischiamo di “rubare il futuro alle generazioni che verranno ed a quelle presenti”, aggiunge. “Il governo continua a conteggiare come costi solo ed esclusivamente quelli dell'industria, ma nessuno evidenzia, e lo facciamo noi oggi, i costi sociali sanitari ed ambientali che ogni anno i cittadini italiani devono sopportare per il mancato intervento sull'emergenza climatica ed ambientale".

Ogni anno, ricordano i Verdi, si perdono oltre 2 milioni di ore lavorative a causa delle malattie per l'inquinamento e lo smog nelle nostre città, non si considerano i danni alla nostra agricoltura per la siccità e la desertificazione che è una diretta conseguenza, sul nostro territorio, del clima che cambia. La crisi ambientale incide per decine di miliardi di euro ogni anno sul nostro prodotto interno lordo: costi di cui si fa carico lo Stato e quindi gli italiani".

I ritardi italiani sull'applicazione dell'accordo di Kyoto dal 1 gennaio 2008 al 31 dicembre 2012 producono un pesante impatto finanziario per il nostro Paese, aggiunge Paolo Cento dei Verdi. Ogni anno “rischiamo di pagare 2,5 miliardi di mora per arrivare a 12,5 miliardi di euro complessivi”.

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Pubblicato il 29 Ottobre 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |

Europa più debole

Se a dicembre non venisse approvato il pacchetto energia, il rischio per l'Europa sarebbe quello di ritrovarsi indebolita all'appuntamento della Conferenza Onu sul clima di Copenaghen del 2009.

Questa in sintesi la preoccupazione espressa oggi da Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, in un editoriale, dove sostiene la difficolta' per l'Italia a far passare la sua posizione, considerando che ''quasi tutti i governi europei, il Parlamento europeo e la Commissione europea sono d'accordo nel mantenere gli obiettivi al 2020'', a differenza del nostro ministro dell'Ambiente che risulta ''piu' realista del re nel farsi portavoce degli interessi dei comparti piu' arretrati della nostra industria''.

L'esperto spiega che ''non fare approvare dal Consiglio d'Europa entro dicembre il pacchetto energia-clima vuol dire impedire al Parlamento europeo di approvarlo prima del suo scioglimento nella prossima primavera e quindi indebolire il ruolo propulsivo dell'Europa all'appuntamento mondiale del dicembre 2009 a Copenaghen nei confronti di Cina, India, Brasile''.

Per quanto riguarda la querelle sui costi, secondo il direttore scientifico del Kyoto Club occorre fare analisi serie, considerando che ''il documento del governo, tra 23 e 27 miliardi di euro l'anno, e' stato abbandonato'', e oggi gli scenari elaborati dalla Commissione ''variano tra 5,3 e 18,2 miliardi di euro l'anno''.

Secondo Silvestrini, scenari di costo dell'Enea risultano inferiori e, secondo la societa' di consulenza McKinsey, l'Europa potrebbe arrivare a stabilizzare i suoi consumi energetici nel prossimo decennio, con il taglio del 20% dei consumi chiesti dalla Ue.

Anche l'industria europea del vento (Ewea) rigetta ''una versione annacquata del pacchetto clima energia Ue'' perche' ''non fara' gli interessi di nessuno''. ''L'applicazione del programma, cosi' come e' previsto, permettera' infatti - ha affermato l'associazione europea dell'industria eolica - di sviluppare grosse quantita' di energie rinnovabili a livello locale e, di conseguenza, di creare nuova occupazione ben retribuita''.

Per il solo settore dell'eolico, secondo l'Ewea, sono previsti fino a mezzo milione di posti di lavoro entro il 2020 cui si accompagneranno opportunita' per investimenti sicuri e per lo sviluppo della ricerca e dello sviluppo. L'uso delle rinnovabili, sottolinea l'Ewea fara' imboccare la strada giusta per ridurre in Europa le emissioni di CO2. La lobby dell'eolico ricorda inoltre quanto emerso dal rapporto Stern: i costi dell