Il tunnel aspetta
Intesa per avviare una nuova progettazione preliminare dell’opera mentre restano le divergenze sulle modalità di realizzazione e sulla utilità del tunnel di base (parte del progetto TEN n.6): sono questi i punti dell'accordo "Per la progettazione della nuova linea e per le nuove politiche di trasporto per il territorio” uscito dal lungo lavoro dell’Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione.
Lo precisano l’eurodeputata Monica Frassoni e Anna Donati, entrambe dei Verdi, a proposito dell’annuncio sull’accordo raggiunto sulla Tav Torino Lione, annunciato oggi con grande evidenza da tutta la stampa italiana. Nell’accordo, spiegano Frassoni e Donati, si ribadisce la validità e la necessità di proseguire con il metodo del dialogo e della concertazione e si sottolinea la necessità di attuare immediatamente politiche di traffico che favoriscano la crescita del trasporto ferroviario rispetto al trasporto su gomma, altrimenti gli investimenti non servono a nulla.
Non si è trovato “nessun accordo sulla priorità del tunnel e nemmeno sulla necessità di procedere per fasi a partire dal nodo di Torino”, ricordano Frassoni e Donati “ma ci si impegna ad avviare politiche di traffico coerenti ed a lavorare per 'progettare la progettazione' attraverso il riconoscimento della necessità di un’unica regia per tutta la tratta”, dicono ancora le esponenti dei Verdi.
“Dal lavoro dell’osservatorio vengono riconosciute le nostre obiezioni sui dati di traffico, sulla potenzialità della linea attuale, sulla necessità del confronto e della concertazione con le istituzioni locali e sul fatto che il vecchio progetto preliminare adottato con le procedure della legge obiettivo è impattante e deve essere riprogettato con attenzione al territorio della Valsusa e della cintura di Torino. Ci sembra anche positivo il fatto che oggi tutti lodino il metodo dell'Osservatorio, tanto più perché questo sostegno viene anche da figure (istituzionali e non) che se avessero avuto mano libera tutto avrebbero fatto meno che dialogare con le popolazioni e i sindaci della valle”.
“Auspichiamo che il dialogo continui sulla base della proposta dei Sindaci Fare - Ferrovie Alpine Ragionevoli ed Efficienti -, che noi condividiamo e che venga esplicitamente abbandonata la bozza presentata da RFI sulla tratta italiana. Adesso il lavoro dell’osservatorio passa al confronto con i comuni ed i cittadini della Val Susa ed al Tavolo Istituzionale con il Governo Berlusconi”.
I Verdi precisano di ritenere “indispensabile che la Lione-Torino rimanga fuori dalla Legge Obiettivo così come deciso dal Governo Prodi, in modo da poter riprogettare l’opera con criteri ambientali e nel massimo rispetto delle normative europee, e per consentire poteri decisionali per le istituzioni locali, rendendo quindi concreto lo strumento del dialogo e della concertazione”.
Non è il partito dei no ma motivazioni “esclusivamente trasportistiche, ambientali e finanziarie”, concludono Frassoni e Donati, a non far ritenere “la costruzione del tunnel di valico prioritaria e utile nelle attuali condizioni. Mentre insistiamo sull’urgenza di interventi infrastrutturali sul nodo di Torino e sul riammodernamento della ferrovia esistente. Per questi motivi riteniamo fondato l'ordine di priorità e le proposte presentate dai sindaci nel documento FARE, realizzato dai tecnici della Comunità montana Bassa Valdisusa".
Pubblicato il 30 Giugno 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |









