L’Europa si muova
Le morti confermate ieri negli scontri in Tibet sono 135, circa 400 le persone arrestate e più di mille i feriti. Sono queste le ultime cifre fornite da Karma Chopel, presidente del parlamento tibetano in esilio, in una conferenza stampa all'Europarlamento, alla quale hanno partecipato gli eurodeputati Marco Cappato, Marco Pannella, Monica Frassoni e Pasqualina Napoletano. Chopel, invitato a Bruxelles per un'audizione in Commissione Esteri, oggi sarà a Ginevra per lanciare un appello alla Commissione diritti dell'uomo dell'Onu e venerdì sarà a Roma per una serie di incontri istituzionali alla Camera e al Senato.
I Verdi europei intanto chiedono alla Presidenza di turno slovena e alla futura presidenza francese di prendere l'iniziativa e boicottare, come Unione europea, la cerimonia di apertura. "Come Verdi/ALE non crediamo che i giochi olimpici rappresentino solo un evento sportivo: essi devono poter rappresentare l'occasione per migliorare in modo visibile la situazione dei diritti umani e della democrazia in Cina, anche in riferimento alla situazione del popolo tibetano e di altre minoranze etniche e religiose" dichiarano Monica Frassoni e Daniel Cohn-Bendit, co-presidenti del Gruppo dei Verdi/ALE, in merito all'opportunità o meno di boicottare i giochi olimpici cinesi che è stata al centro del dibattito di ieri pomeriggio al Parlamento europeo.
"Occorre pensare alla possibilità di boicottare i giochi senza farne un tabù, perché sapere quali debbano essere le condizioni di libertà e democrazia perché un paese organizzi un simile evento è cosa che va al di là della questione cinese e della sua situazione in materia di diritti umani. Quindi - proseguono i due europarlamentari Verdi - dobbiamo aprire il dibattito sul boicottaggio della cerimonia di apertura da parte dei Capi di Stato, degli sportivi e dei giornalisti.
Inoltre occorre pensare ad azioni a sostegno del popolo tibetano e di altre minoranze, così come abbiamo già fatto in passato con l'iniziativa de "il passaporto della libertà" per i dissidenti cinesi: per esempio indossando il nastro verde, come proposto dal portavoce degli atleti francesi, o una sciarpa arancione da parte di atleti, pubblico e stampa. L'obiettivo di queste azioni - spiegano Frassoni e Cohn-Bendit - deve essere quello di spingere il partito comunista cinese a fare dei passi concreti in direzione di un'apertura alla democrazia e al rispetto dei diritti umani o a rimpiangere di aver organizzato i giochi olimpici in condizioni non adeguate. Non è accettabile che la Ue, per vendere delle centrali nucleari o delle fabbriche di auto, non dica nulla sulla situazione del popolo tibetano e dei dissidenti cinesi".
Il presidente dell'assemblea tibetana Chopel, che ha precisato che i dati da lui forniti "sono approssimativi perché è davvero molto difficile ottenere informazioni dal Tibet, i numeri potrebbero essere anche dieci volte superiori alle cifre confermate'', ha rivolto cinque richieste alla comunità internazionale: un intervento per porre fine alle uccisioni dei manifestanti pacifici, ottenere il rilascio dei prigionieri politici, la garanzia dell'assistenza medica per i manifestanti feriti - che oggi vengono arrestati appena si recano negli ospedali -, il rispetto dei diritti fondamentali e l'invio in Tibet di una commissione "indipendente e supervisionata internazionalmente" per far luce sugli scontri e sulla loro causa.
Pubblicato il 31 Marzo 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |









