Collasso al polo sud

Una massa di ghiaccio di oltre 400 chilometri quadrati e' collassata nella parte occidentale dell'Antartide. Lo hanno reso noto negli Stati Uniti gli scienziati dell'University of Colorado's National Snow and Ice Data Center di Boulder, precisando che il fenomeno è iniziato il 28 febbraio scorso ed è stato ripreso dai satelliti. A staccarsi dal continente antartico e a finire in mare è stato il cosiddetto 'Asse di Wilkins', un'area che gli scienziati avevano già previsto sarebbe collassata, ma tra quindici anni. L'iceberg è grande sette volte l'isola di Manhattan, è lungo 41 chilometri e largo 2,4.

Il fenomeno e' stato fotografato e ripreso da un aereo mandato appositamente sul posto. ''Quanto avvenuto è rarissimo - hanno commentato al centro di Boulder - anche perché l'asse di Wilkins esisteva almeno da 1500 anni''."Il surriscaldamento dell'area è evidentemente collegato all'aumento dei gas serra" ha dichiarato Ted Scambos, che guida il gruppo di ricerca. "Sono fenomeni osservati da parecchi anni, non si tratta di una novità" commenta Massimo Frezzotti, glaciologo dell'Enea. "Si sono già staccati altri iceberg, ma quello del distacco non è il problema principale. Il vero problema è che queste piattaforme di ghiaccio si stanno disintegrando a una velocità molto maggiore di quanto previsto".

Il distacco del blocco di ghiaccio dalla piattaforma principale di Wilkins Ice Shelf è indice di un dato ancora più inquietante: la piattaforma "si trova molto più a sud" rispetto ai distacchi precedenti. "Il processo osservato fin dall'inizio degli anni novanta - spiega Frezzotti, che è responsabile del settore glaciologia del programma nazionale di ricerca in Antartide - si sta estendendo sempre più a sud, quindi sempre più verso il polo. Il distacco in quanto tale non influisce sull'innalzamento del livello del mare, mentre la disintegrazione delle piattaforme influenza la velocità dei ghiacciai, che portano più acqua all'oceano di quanta ne ricevano sotto forma di precipitazioni nevose. Tutto questo - conclude - è imputabile all'aumento della temperatura, ma anche a una riduzione del ghiaccio marino e, probabilmente, a un aumento della temperatura degli oceani".

Il Wilkins Ice Shelf si trova a circa un migliaio di chilometri di distanza dalla punta meridionale dell'America del sud, sul lato sud-ovest della Penisola antartica. Negli ultimi 50 anni nella regione è stato registrato un aumento medio della temperatura di mezzo grado ogni dieci anni. "Avevamo previsto che sarebbe successo - spiega David Vaughan, glaciologo del British Antarctic Survey - ma non pensavamo che accadesse così in fretta, due volte più veloce di quanto previsto".

La Penisola antartica ha già visto il ridimensionamento e il distacco di diversi blocchi di ghiaccio, sei dei quali sono scomparsi del tutto: Prince Gustav Channel, Larsen A, Larsen B, Wordie, Muller e Jones.  

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Pubblicato il 31 Marzo 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |

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