Bufala mediatica
Di Marco Lion*
E' innegabile l'eccesso di strumentalizzazione mediatica sulla vicenda della presenza di diossina nella mozzarella di bufala campana, i cui oggettivi riscontri analitici sono ancora da verificare, mentre sono evidenti e drammaticamente pesanti i danni economici e di immagine che sta procurando non solo all'economia bufalina dell'area dop campana e dei territori vocati del Lazio meridionale, ma all'intero sistema dell'export nazionale dei prodotti agroalimentari tipici, tradizionali e d'origine, di cui il nostro Paese detiene una rilevante quota di penetrazione sui mercati internazionali.
Ma quella in atto è un'autentica guerra commerciale da parte di multinazionali dell'industria alimentare, interessate a produrre mozzarella di bufala in altre parti del mondo, su larga scala e con metodi industriali. L'attacco è mirato a far saltare il comparto italiano e le sue caratteristiche produttive, su area limitata e con metodi artigianali, antitetiche a quelle delle multinazionali.
Non si possono non nutrire sospetti di fronte ai ripetuti casi di cronaca che da almeno un anno interessano la mozzarella di bufala campana dop, il principale e più conosciuto prodotto d'origine italiano, unico e irriproducibile in nessun altro posto al mondo, ma per questo molto vulnerabile a possibili e imprevedibili attacchi d'immagine.
Dico ciò perché per almeno tutto il 2007 questo prodotto agroalimentare ha subito costante attenzione in negativo da parte dell'informazione, con momenti acuti in cui si indicava che o la mozzarella di bufala o il sistema dell'allevamento bufalino erano affetti da pericolosi agenti infettivi che ne avrebbero dovuto sancire l'esclusione dai sistemi commerciali. Se questo prodotto fosse stato così rischioso in questi anni, alla luce delle produzioni e dei consumi che se ne fanno, oggi avremmo riscontrato almeno decine di casi conclamati di danni alla salute dei consumatori o la condanna penale di centinaia di produttori caseari e di allevatori.
I fatti dicono che non è così. Io confido fondatamente sulla qualità e serietà del sistema dei controlli sanitari nel nostro Paese, che già in altri momenti di crisi e di emergenze in cui altri Stati europei hanno dimostrato forti lacune, sono riusciti a mantenere in perfetto stato di integrità il regime di garanzie e di tutele sia per la salute umana sia per l'ambiente e il territorio. Mi riferisco principalmente alla crisi della Bse (mucca pazza) e dell'aviaria, che ha colpito gli allevamenti avicoli.
Tornando alla mozzarella di bufala, faccio presente che appena cinque mesi fa fu innescata un'altra vicenda, relativa alla rischiosità del prodotto, sospetto di contenere batteri della brucellosi. La campagna di informazione in negativo fu talmente cavillosa e incisiva che vi furono giorni in cui questo latticino risultò praticamente invenduto. Ho dovuto presentare un'interpellanza urgente in assemblea alla Camera, il 21 novembre 2007, per chiedere che il ministro della Salute intervenisse per fare il punto sulla situazione e adottare strumenti di chiarezza e di corretta informazione, che rassicurassero i consumatori sulla salubrità della mozzarella dop e sulla rigorosità dei controlli cui sia il prodotto, sia gli allevamenti di bufale sono sottoposti.
Oggi si ripresenta una nuova ondata di attacchi mediatici in cui regna la confusione, che allarma i consumatori e mette in crisi l'economia. E' urgente e inderogabile fare luce sulla vicenda, rassicurare i cittadini che la mozzarella di bufala dop è controllata e sanitariamente sicura, che il regime dei controlli dei servizi veterinari e delle altre autorità preposte è costante e severo su questo alimento e che soprattutto non sono giustificati critiche e sospetti che la filiera della produzione bufalina dop subisce. Sarebbe opportuna una mirata azione della magistratura, che indaghi su quanto sta accadendo e verifichi che non siano in corso operazioni disoneste da assoggettare a sanzioni penali.
Infangare l'immagine della produzione agroalimentare italiana, fatta di tipicità e di biologico, serve anche a scardinare l'ostilità del nostro Paese agli ogm, che una volta introdotti in Italia avrebbero campo libero in Europa. Sappiamo che Berlusconi e il Pdl sono più che favorevoli agli ogm. E, nonostante la grande campagna "liberi da ogm", Prodi prima e ora Veltroni sono tiepidi, non danno certezze. Del resto su questa come su altre questioni all'interno del Pd c'è una frattura.
*Presidente della Commissione Agricoltura della Camera - Verde ed esponente di Sinistra Arcobaleno
Pubblicato il 31 Marzo 2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback |









