Bruno: Una moratoria per Alitalia
Bruno: Una moratoria per Alitalia
Ufficio stampa Pdci
Firenze 31 marzo 2008
Prendere qualunque decisione su Alitalia, prima delle elezioni, è un grave errore vista la piega presa dalla trattativa in corso. E’ a rischio il destino di migliaia di lavoratori, a cui va la nostra solidarietà estesa anche ai sindacati. Si sta giocando in modo strumentale sulla pelle di tante persone. Tutto questo per dare fiato a una campagna elettorale stanca e noiosa. I governi che si sono succeduti negli ultimi 15 anni non hanno saputo risolvere i problemi di Alitalia e tutti ne portano la responsabilità , quelli di centrodestra con Berlusconi e quelli di centrosinistra. Deve essere compito del nuovo governo – nella pienezza dei suoi poteri – portare avanti la trattativa e raggiungere un accordo che salvaguardi i posti di lavoro e l’azienda Alitalia. Con un governo dimissionario la trattativa non può che essere a perdere. Registriamo con frustrazione l’abbandono da parte di Alitalia dell’aeroporto di Malpensa, che è come dire la sua ‘retrocessione’. Voglio ricordare che Malpensa – seconda hub italiano e aeroporto internazionale – è stato voluto, aperto e costruito dal primo governo Prodi che per quest’operazione ha goduto anche dell’appoggio dei comunisti. Adesso quest’aeroporto rischia di chiudere con la fine del secondo governo Prodi e sarebbe un grave spreco di denaro pubblico.
Di questa decisione, se ciò avverrà come sembra, sarà proprio l’attuale governo uscente il primo responsabile. Noi comunisti ci tiriamo fuori da questa scelta scellerata di abbandonare a se stesso un aeroporto costruito solo dieci anni fa investendo ingenti risorse pubbliche. Stante questo andamento della trattativa per Alitalia si corre il rischio di perdere Malpensa e il flusso di traffico ‘vettore cargo’, strategico per tutto il nostro sistema aeroportuale. Dobbiamo rilanciare Malpensa, come aeroporto intercontinentale e hub merci. Dobbiamo rilanciare una compagnia di bandiera degna di questo nome con una flotta cargo che dal nord Italia vanti collegamenti intercontinentali verso il nord Europa e per il bacino nord – occidentale. Invece resti a Fiumicino il compito di hub intercontinentale per il traffico passeggeri verso il Mediterraneo e l’Africa e il sud est asiatico. E’ un dovere politico quello di parlare del futuro della compagnia di bandiera nei termini di sviluppo, Alitalia va difesa e tutelata, ci sono le condizioni per ripartire. Dalle ceneri del fallimento non potrà nascere nulla di buono, così come nemmeno dalla svendita di Alitalia che relegherebbe l’Italia a paese ‘succursale’ del resto d’Europa. L’ipotesi di chiudere la trattativa con Air France in piena campagna elettorale, a condizioni pessime, oltre al danno prelude pericolosamente anche alla beffa.
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