Paolo Ferrero incontra i simpatizzanti della Sinistra

Lunedì 31 marzo 2008, ore 17:00

Paolo Ferrero incontra i simpatizzanti della Sinistra

Teatro della Gioventù, via Cesarea - Genova

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MUSSI, LE RIFORME NON POSSONO ESSERE GIOCO A DUE PD-PDL

Un accordo sulle riforme "non puo’ essere un gioco a due" tra Pd e Pdl, "un passo doppio". Lo afferma il leader della sinistra democratica Fabio mussi in un forum a ‘Repubblica tv’. Nel merito il ministro della Ricerca sottolinea che "la riduzione del numero dei parlamentari e’ un invito a nozze, una sola Camera legislativa un doppio invito a nozze", mentre di fronte ad un "iperpresidenzialismo" la risposta e’ "no".

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Sinistra Democratica

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Bruno: Una moratoria per Alitalia

Bruno: Una moratoria per Alitalia

Ufficio stampa Pdci

Firenze 31 marzo 2008

Prendere qualunque decisione su Alitalia, prima delle elezioni, è un grave errore vista la piega presa dalla trattativa in corso. EÂ’ a rischio il destino di migliaia di lavoratori, a cui va la nostra solidarietà estesa anche ai sindacati. Si sta giocando in modo strumentale sulla pelle di tante persone. Tutto questo per dare fiato a una campagna elettorale stanca e noiosa. I governi che si sono succeduti negli ultimi 15 anni non hanno saputo risolvere i problemi di Alitalia e tutti ne portano la responsabilità, quelli di centrodestra con Berlusconi e quelli di centrosinistra. Deve essere compito del nuovo governo – nella  pienezza dei suoi poteri –  portare avanti la trattativa e raggiungere un accordo che salvaguardi i posti di lavoro e lÂ’azienda Alitalia. Con un governo dimissionario la trattativa non può che essere a perdere. Registriamo con frustrazione lÂ’abbandono da parte di Alitalia dellÂ’aeroporto di Malpensa, che è come dire la sua ‘retrocessioneÂ’. Voglio ricordare che Malpensa – seconda hub italiano e aeroporto internazionale – è stato voluto, aperto e costruito dal primo governo Prodi che per questÂ’operazione ha goduto anche dellÂ’appoggio dei comunisti. Adesso questÂ’aeroporto rischia di chiudere con la fine del secondo governo Prodi e sarebbe un grave spreco di denaro pubblico.

Di questa decisione, se ciò avverrà come sembra, sarà proprio l’attuale governo uscente il primo responsabile. Noi comunisti ci tiriamo fuori da questa scelta scellerata di abbandonare a se stesso un aeroporto costruito solo dieci anni fa investendo ingenti risorse pubbliche. Stante questo andamento della trattativa per Alitalia si corre il rischio di perdere Malpensa e il flusso di traffico ‘vettore cargo’, strategico per tutto il nostro sistema aeroportuale. Dobbiamo rilanciare Malpensa, come aeroporto intercontinentale e hub merci. Dobbiamo rilanciare una compagnia di bandiera degna di questo nome con una flotta cargo che dal nord Italia vanti collegamenti intercontinentali verso il nord Europa e per il bacino nord – occidentale. Invece resti a Fiumicino il compito di hub intercontinentale per il traffico passeggeri verso il Mediterraneo e l’Africa e il sud est asiatico. E’ un dovere politico quello di parlare del futuro della compagnia di bandiera nei termini di sviluppo, Alitalia va difesa e tutelata, ci sono le condizioni per ripartire. Dalle ceneri del fallimento non potrà nascere nulla di buono, così come nemmeno dalla svendita di Alitalia che relegherebbe l’Italia a paese ‘succursale’ del resto d’Europa. L’ipotesi di chiudere la trattativa con Air France in piena campagna elettorale, a condizioni pessime, oltre al danno prelude pericolosamente anche alla beffa.

Partito dei Comunisti Italiani

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Galante: CdM vari subito decreto per sbloccare assunzione 50mila precari scuola

Galante: CdM vari subito decreto per sbloccare assunzione 50mila precari scuola

Ufficio stampa

Roma 31 marzo 2008

Si riunisca subito il CdM per sbloccare lÂ’assunzione di 50 mila insegnanti precari che, con le loro risorse umane, sono unÂ’importante risorsa per il nostro sistema scolastico pubblico che ha bisogno di un forte rilancio dÂ’investimenti. Mentre la politica italiana impazzisce letteralmente dietro al delirio del ‘voto utileÂ’ e del ‘confronto sì, confronto noÂ’, è ora di ritornare a parlare dei problemi concreti degli italiani, tra i quali quello del precariato nella scuola italiana è uno dei più drammatici. il Governo attualmente in carica può dare una risposta a questo problema, da subito,  varando un decreto per  sbloccare lÂ’assunzione di migliaia di insegnanti, ingiustamente lasciati fuori dalla porta delle nostre scuole dal Ministro Padoa Schioppa.

Partito dei Comunisti Italiani

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Sgobio: Ripristinare scala mobile e Cip

Sgobio: Ripristinare scala mobile e Cip

Ufficio stampa

Roma 31 marzo 2008

Nuova scala mobile e ripristino del Cip (il Comitato Interministeriale Prezzi) sono le cose che vanno subito messe in campo per fronteggiare la grossa ondata inflazionistica in atto nel nostro Paese, a tutela dei lavoratori e dei cittadini. Le verifiche, magari fatte a macchia di leopardo e non dappertutto, non bastano. Occorre da una parte un sistema automatico di indicizzazione dei salari e delle pensioni degli italiani al reale costo della vita e dall’altra un rigoroso e preciso controllo amministrativo sui prezzi dei beni primari, quelli essenziali per vivere quotidianamente. Serve fissare il tetto massimo dei costi di questi prodotti e scongiurare cosi’ la sconsiderata corsa agli aumenti. Solo cosi’ si puo’ invertire la pericolosa rotta verso il declino economico delle famiglie italiane.

Partito dei Comunisti Italiani

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Palermi: Su temi etici Pd si arrampica sugli specchi

Palermi: Su temi etici Pd si arrampica sugli specchi

Ufficio stampa

Roma 31 marzo 2008

Sui temi etici Veltroni si arrampica sugli specchi. Infatti, dimentica che in questa legislatura i veti ai provvedimenti sulle unioni civili sono stati posti proprio dal suo partito. La sintesi tra cattolici e laici, di cui parla Veltroni, potrebbe essere possibile se non ci fossero all’interno del Pd posizioni così conservatrici come quella dei Teodem, da una parte, e quella dei radicali, dall’altra. Il Pd ha paralizzato le vere riforme rispondendo agli ordini delle alte gerarchie vaticane e adesso il suo leader sostiene di voler mettere in campo interventi su fecondazione e unioni civili. Ma di cosa sta parlando? Fino a ieri la teodem Binetti attaccava il ministro Bindi e bocciava addirittura una norma che puniva le discriminazioni per orientamento sessuale.

Partito dei Comunisti Italiani

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Licandro: Bersani colloca il Pd nel centrodestra, ormai sono al di là del guado

Licandro: Bersani colloca il Pd nel centrodestra, ormai sono al di là del guado

Ufficio stampa

Roma 31 marzo 2008

Il manifesto ideologico del  Pd di Veltroni sta tutto nel Bersani-pensiero che colloca saldamente il partito sul versante del centrodestra. Bersani si rivolge solo ai moderati, agli imprenditori ‘che ci stimano perché non abbiamo più Bertinotti’ e informa che il Pd farà le riforme istituzionali ed elettorali insieme al Pdl. Dice inoltre che non sa se il partito entrerà nell’internazionale socialista. Ormai il quadro è chiaro: il Pd è al di là del guado. Bersani, del resto, ha sempre avuto un rapporto solido con la Compagnia delle opere e l’ha sempre preferita ai lavoratori. Non a caso il prestigioso Newsweek parla di Veltrusconi e di inciucio riferendosi alle elezioni italiane. Il quadro, infine, si fa completo con l’intervista di Matteo Colaninno a Repubblica. Il giovane confindustriale torna a parlare di fannulloni nella pubblica amministrazione, di aiuti alle imprese e cancella la questione lavoro e gli operai dal Pd. Con queste premesse mi chiedo come faccia Veltroni ad accreditarsi come nuovo partito del lavoro per provare a raggiungere le vette che furono del Pci di Berlinguer. Il Pci superava il 30 per cento dei voti grazie alle grandi masse popolari e combatteva le idee degli antenati di Colaninno, Calearo e Ichino. Il Pci, dall’opposizione, lottava per conquistare lo statuto dei lavoratori, non per smantellarlo come chiede oggi Calearo, il falco di Confindustria. Per questo l’unico voto utile, l’unico che tutela lavoratori e pensionati, è quello a Sinistra Arcobaleno.

 

Partito dei Comunisti Italiani

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Pagliarini: Su inflazione Istat ha fotografato dramma quotidiano persone

Pagliarini: Su inflazione Istat ha fotografato dramma quotidiano persone

Ufficio stampa

Roma 31 marzo 2008

La fotografia fornita dallÂ’Istat, a proposito del più alto picco inflazionistico da dodici anni a questa parte, rappresenta semplicemente il supporto statistico alla situazione da tempo davanti ai nostri occhi. Gli aumenti riguardano infatti i prodotti di più largo consumo ed è ovvio che tale situazione contribuisce a peggiorare la già drammatica ‘questione salarialeÂ’ che assilla milioni di lavoratori. EÂ’ fin troppo evidente il mancato controllo sulle filiere distributive, allÂ’interno delle quali rendite di posizione e speculazioni varie rendono incontrollata la formazione dei prezzi al dettaglio. Ma è chiaro che senza un intervento redistributivo, che sposti quote di produttività dai profitti ai salari e senza il varo di un meccanismo di indicizzazione che salvi gli stipendi dal carovita, i lavoratori non otterranno risposte adeguate. La Sinistra Arcobaleno è fortemente impegnata in questa direzione, per riportare al centro della campagna elettorale le questioni che riguardano la vita delle persone, dimenticate da Pd e Pdl che si inseguono lÂ’un lÂ’altro a colpi di proclami non credibili.  

Partito dei Comunisti Italiani

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Vento in poppa

Apre a Bruxelles, e durerà fino al 3 aprile, Ewec, European Wind Energy Conference. Per tre giorni dibattiti, anche sugli strumenti finanziari a sostegno della forma di energia rinnovabile, e una nutrita esposizione delle migliori tecnologie.

All’interno della manifestazione sarà infatti organizzata per la prima volta il ''Wind Energy Finance Forum'' un'occasione di incontro per gli esperti che hanno già al loro attivo un'esperienza in finanziamenti e investimenti nel mercato dell'energia eolica.  Il Forum e' stato concepito per dare la possibilità di seguire delle presentazioni fatte da esperti di spicco provenienti da tutta Europa e dibattiti sugli argomenti di maggior interesse.

L'Ewea organizza poi il 2 aprile, sempre nell'ambito dell'Ewec, una fiera dedicata alle specializzazioni del lavoro richieste dall'industria eolica. Si tratterà di un'opportunità di incontro per datori di lavoro e lavoratori di  un mercato in crescita e alla ricerca di personale specializzato, attualmente carente.

Il settore industriale coinvolto valuta che grazie ai nuovi obiettivi fissati dalla Ue (20% di rinnovabili al 2020) si potrà assistere ad una espansione massiccia dell'energia eolica, sia perché ha il potenziale per rispondere alla domanda crescenti di energia, sia perché dà un impulso essenziale alle economie locali.

Oggi l'energia eolica è la seconda fonte energetica a contribuire maggiormente all'occupazione e all'attività economica in Europa nel settore della produzione di elettricità, sottolinea Christian Kjaer, direttore generale Ewea.

All'edizione Ewec 2008 parteciperanno oltre 4 mila stakeholder del settore eolico ed elettrico per discutere di sfide ed opportunita' in quattro giorni di analisi, scambi commerciali e di informazione. Le differenti sessioni includono 500 presentazioni orali e scritte che forniranno ai partecipanti le informazioni più recenti sia dal punto di vista tecnologico, che politico, oltre ad un'analisi approfondita dei temi connessi, tra cui i vantaggi dal punto di vista economico. 

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Con i consumatori

Con un mercato simbolico, ma concreta dimostrazione di un guadagno equo per gli agricoltori e di una spesa giusta per i consumatori, a Roma i Verdi hanno celebrato la loro terza giornata per i diritti dell’ambiente, dedicata al caro vita. A piazza Risorgimento ci sono i formaggi del parco d’Abruzzo e la mozzarella di bufala laziale, il miele di Maccarese, olio dop della Sabina, vino dei castelli, latte crudo alla spina, la norcineria di Ariccia e le confetture di Scanno: produzioni biologiche e tipiche che non trovano spazio nella grande distribuzione né nel negozio alimentare, perché l’una pretende promozioni che questi produttori non possono reggere economicamente, l’altro eccede nel ricarico dei prezzi, e la merce resta sugli scaffali.

Lo ripetono dalle bancarelle, per l’occasione imbandierate di arcobaleno e sole che ride, e lo ribadisce Loredana De Petris, capolista nel Lazio al Senato per la Sinistra Arcobaleno: la vendita diretta, principalmente nei mercati ma anche tramite consegna, garantisce al consumatore un risparmio di almeno il 30% e un prodotto di qualità, all’agricoltore la difesa del reddito.“I cosiddetti farmers market sono ormai una realtà non solo nei Paesi europei ma anche in molte città italiane. A Roma avremo due mercati stabili – dichiara De Petris -: sono nel programma di Rutelli su nostra proposta”.

Tra i politici presenti, oltre alla senatrice, Cesare Salvi e Concetto Scivoletto di Sinistra democratica: acquistano, spiegano ai passanti e assaggiano con soddisfazione la mozzarella di bufala.“La crisi della mozzarella ha evidenziato una grossa carenza, il non aver realizzato, unici in Europa, l’Authority per la sicurezza alimentare – spiega De Petris - che avrebbe garantito il coordinamento delle informazioni e rassicurato i cittadini. Questo ci espone a speculazioni”.

Che ci sia un attacco, da parte di paesi in concorrenza diretta, come la Francia sui formaggi, e da parte di multinazionali dell’industria alimentare, la senatrice ne è convinta.“Basti pensare che in piena crisi è arrivato alle commissioni parlamentari dalla Conferenza Stato Regioni un decreto legislativo che abroga la norma del ’74 che vieta di fare i formaggi col latte in polvere rigenerato e di tenerlo nei caseifici”.

Se le commissioni agricoltura di Camera e Senato non riusciranno, per mancanza del numero legale – vista la fase avanzata della campagna elettorale – a esprimere parere contrario, l’Italia si ritroverà con questo regalino che non giova certo ai suoi prodotti tipici.Prodotti che sconfiggono il carovita e offrono, oltre a una sana bontà, la bellezza degli ambienti di provenienza: il miele viene dalla riserva naturale del litorale romano, nell’azienda dell’olivicoltore di Nerola c’è anche un uliveto d’epoca romana. Così, per valorizzare il territorio e farsi conoscere, questi piccoli produttori organizzano passeggiate, itinerari guidati, si aprono alle scolaresche.

Sono inoltre fornitori dei Gas, i gruppi di acquisto solidale, i cui rappresentanti si affacciano nella piazza romana: il programma della Sinistra Arcobaleno li riguarda direttamente, ne prevede l’incentivazione eliminando qualche dose di ordinaria burocrazia. Per le giornate Verdi i prossimi appuntamenti sono il 2 aprile, giornata dedicata agli animali, e il 5 aprile con il clima, con il patto contro i cambiamenti climatici e per la tutela della biodiversità.

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Bacchettata alle tv

L’Agcom chiede a tutti i Tg un riequilibrio della par condicio: al Tg1, in  particolare, l'organismo di garanzia chiede piu' spazio per le formazioni minori, diverse da Pd e Pdl, mentre a Tg4, La7 e Tg5  un maggior equilibrio tra Pd e Pdl. Come si vede nel dettaglio sotto riportato Sinistra Arcobaleno è adeguatamente rappresentata solo dal Tg3 (12,52%). Malissimo il Tg1 (4,87%) e ovviamente il Tg4 (4,13%).

''La commissione Servizi e prodotti dell'Autorità delle comunicazioni - spiega l'Agcom in una nota - ha oggi esaminato i dati del monitoraggio relativi al periodo 18 marzo-26 marzo. L'Autorità ha inoltre esaminato tutti gli esposti presentati (anche nelle ultime ore). La Commissione ha preso atto che, rispetto al periodo precedentemente considerato, alcune testate hanno fatto registrare un maggiore equilibrio ma ha rilevato che  in alcuni casi sussistono ancora evidenti disparità di trattamento''.

Per queste ragioni l'Autorità ''ha formalmente ordinato che: il Tg4 e La7 correggano lo squilibrio che ancora si registra nel confronto tra Pdl e Pd a favore del primo, nonché tra questi ultimi e tutte le altre forze politiche in competizione; il Tg1 attui maggiore equilibrio a favore delle liste concorrenti diverse da Pd e Pdl; il Tg5 attui maggiore equilibrio tra Pd e Pdl. L'Autorità ha altresì impartito specifici ordini di ripristino in favore di una serie di liste''.

Ecco il dettaglio dei rilevamenti dell’Agcom. In totale nelle edizioni principali dei Tg Rai il Pd ha avuto il 27.26% e il Pdl il 24.64%, seguiti dall'Udc con il 10.49%. Il Tg1 ha riservato il 29.58% al Partito democratico, il 28.73% al Pdl, il 10.10% all'Udc, il 9.77% alla Sinistra Arcobaleno, il 4.87% alla Lega, il 4.16% all'Idv. Al Tg2 il 26.66% del tempo di parola e' andato al Pd, il 20.40% al Pdl; seguono La Destra (10.71%), Udc (8.38%), Sinistra Arcobaleno (6.79%), Partito Socialista  (4.99%), Di Pietro (3.07%). Per il Tg3 il Pd è al 24.63%, il Pdl al 23.61%; in terza posizione la Sinistra Arcobaleno (12.52%), gli altri sono sotto il 10%.

Nelle edizioni principali dei tg Mediaset, al Tg4 il Pdl e' al 64.19% e il Pd al 12.01%; poi Udc (7.53%), Di Pietro (6.31%), Sinistra Arcobaleno (4.13%), Lega (2.92%), La Destra (1.13%).  Per il Tg5 in testa il Pdl (31.88%) sul Pd (21.61%); poi La Destra (9.58%), l'Udc (5.82%), Sinistra Arcobaleno (5.39%),  Partito Socialista (4.28%) e gli altri sotto il 3%.

Infine Studio Aperto, con il 33.81% riservato al Pdl e il 25.64% al Pd. A seguire La Destra (8.55%), Udc (5.24%), Sinistra arcobaleno (3.15%) e gli altri sotto il 2%. Per il tg La7 nelle edizioni principali il Pdl e' al 20.44%, il Movimento per l'autonomia al 20.20% e il Pd al 12.84%.

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Bufala mediatica

Di Marco Lion

E' innegabile l'eccesso di strumentalizzazione mediatica sulla vicenda della presenza di diossina nella mozzarella di bufala campana, i cui oggettivi riscontri analitici sono ancora da verificare, mentre sono evidenti e drammaticamente pesanti i danni economici e di immagine che sta procurando non solo all'economia bufalina dell'area dop campana e dei territori vocati del Lazio meridionale, ma all'intero sistema dell'export nazionale dei prodotti agroalimentari tipici, tradizionali e d'origine, di cui il nostro Paese detiene una rilevante quota di penetrazione sui mercati internazionali.

Ma quella in atto è un'autentica guerra commerciale da parte di multinazionali dell'industria alimentare, interessate a produrre mozzarella di bufala in altre parti del mondo, su larga scala e con metodi industriali. L'attacco è mirato a far saltare il comparto italiano e le sue caratteristiche produttive, su area limitata e con metodi artigianali, antitetiche a quelle delle multinazionali.

Non si possono non nutrire sospetti di fronte ai ripetuti casi di cronaca che da almeno un anno interessano la mozzarella di bufala campana dop, il principale e più conosciuto prodotto d'origine italiano, unico e irriproducibile in nessun altro posto al mondo, ma per questo molto vulnerabile a possibili e imprevedibili attacchi d'immagine.

Dico ciò perché per almeno tutto il 2007 questo prodotto agroalimentare ha subito costante attenzione in negativo da parte dell'informazione, con momenti acuti in cui si indicava che o la mozzarella di bufala o il sistema dell'allevamento bufalino erano affetti da pericolosi agenti infettivi che ne avrebbero dovuto sancire l'esclusione dai sistemi commerciali. Se questo prodotto fosse stato così rischioso in questi anni, alla luce delle produzioni e dei consumi che se ne fanno, oggi avremmo riscontrato almeno decine di casi conclamati di danni alla salute dei consumatori o la condanna penale di centinaia di produttori caseari e di allevatori.

I fatti dicono che non è così. Io confido fondatamente sulla qualità e serietà del sistema dei controlli sanitari nel nostro Paese, che già in altri momenti di crisi e di emergenze in cui altri Stati europei hanno dimostrato forti lacune, sono riusciti a mantenere in perfetto stato di integrità il regime di garanzie e di tutele sia per la salute umana sia per l'ambiente e il territorio. Mi riferisco principalmente alla crisi della Bse (mucca pazza) e dell'aviaria, che ha colpito gli allevamenti avicoli.

Tornando alla mozzarella di bufala, faccio presente che appena cinque mesi fa fu innescata un'altra vicenda, relativa alla rischiosità del prodotto, sospetto di contenere batteri della brucellosi. La campagna di informazione in negativo fu talmente cavillosa e incisiva che vi furono giorni in cui questo latticino risultò praticamente invenduto. Ho dovuto presentare un'interpellanza urgente in assemblea alla Camera, il 21 novembre 2007, per chiedere che il ministro della Salute intervenisse per fare il punto sulla situazione e adottare strumenti di chiarezza e di corretta informazione, che rassicurassero i consumatori sulla salubrità della mozzarella dop e sulla rigorosità dei controlli cui sia il prodotto, sia gli allevamenti di bufale sono sottoposti.

Oggi si ripresenta una nuova ondata di attacchi mediatici in cui regna la confusione, che allarma i consumatori e mette in crisi l'economia. E' urgente e inderogabile fare luce sulla vicenda, rassicurare i cittadini che la mozzarella  di bufala dop è controllata e sanitariamente sicura, che il regime dei controlli dei servizi veterinari e delle altre autorità preposte è costante e severo su questo alimento e che soprattutto non sono giustificati critiche e sospetti che la filiera della produzione bufalina dop subisce. Sarebbe opportuna una mirata azione della magistratura, che indaghi su quanto sta accadendo e verifichi che non siano in corso operazioni disoneste da assoggettare a sanzioni penali.

Infangare l'immagine della produzione agroalimentare italiana, fatta di tipicità e di biologico, serve anche a scardinare l'ostilità del nostro Paese agli ogm, che una volta introdotti in Italia avrebbero campo libero in Europa. Sappiamo che Berlusconi e il Pdl sono più che favorevoli agli ogm. E, nonostante la grande campagna "liberi da ogm", Prodi prima e ora Veltroni sono tiepidi, non danno certezze. Del resto su questa come su altre questioni all'interno del Pd c'è una frattura.

*Presidente della Commissione Agricoltura della Camera - Verde ed esponente di Sinistra Arcobaleno

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Libero accesso

Accesso più facile per gli animali negli esercizi pubblici e commerciali e nei locali dell’Emilia Romagna:  è l’obiettivo del progetto di legge presentato dalla consigliera regionale dei Verdi Daniela Guerra, proposta che vuole integrare la legge 5/2005 'Norme a tutela del benessere animale', approvata in Regione su iniziativa dei Verdi.

Secondo il progetto di legge, un esercente che per diverse ragioni non vuole garantire l'accesso agli animali deve presentare dichiarazione al Comune e attrezzare un'area di sosta o un modo per assicurare l'animale all'esterno.

''Non si tratta quindi di un'imposizione che non consenta di adottare strumenti  alternativi - precisa Guerra - quanto piuttosto di un'occasione per sensibilizzare su un tema trascurato e nei confronti del quale esistono ancora molti pregiudizi. Con questa  legge si responsabilizzano i proprietari dei cani, che per accedere agli esercizi pubblici dovranno assicurarli con  guinzaglio o museruola e saranno tenuti a garantire la sicurezza delle altre persone e degli altri animali''.

In Emilia Romagna la popolazione canina registrata e detenuta da un proprietario risulta superare le 566 mila unità, i cani  ospitati nei canili comunali e convenzionati sono circa 8.800, mentre i randagi si calcola siano quasi 8 mila.

''L'abbandono di animali domestici, soprattutto nel periodo estivo, è un dato tristemente consolidato  nella nostra regione - spiega Guerra -, che ha il tragico primato degli abbandoni, forse anche per la sua collocazione di regione di passaggio e a vocazione turistica. Questa pratica, oltre a recare danno agli animali stessi, è pericolosa per la comunità, essendo spesso causa di gravi incidenti soprattutto stradali".

Tra le ragioni dell'abbandono degli animali da affezione va inclusa, oltre  alla scarsa sensibilità delle persone, la latitanza dei Comuni che non sono particolarmente attivi nell'applicazione delle  leggi vigenti (tatuaggio, microchip, anagrafe canina, ecc), nei controlli e nelle eventuali sanzioni.

"Ma c'è anche da  sottolineare che soprattutto in Italia, più che in altri Paesi europei – prosegue la consigliera regionale dei Verdi -, è difficile portare con sé gli animali negli esercizi commerciali e nelle strutture ricettive. Sono ancora pochi gli alberghi, i luoghi di ristoro, i  negozi e gli uffici pubblici che accettano animali, anche se sono educati, puliti e tenuti nei modi dovuti. Ciò contrasta con le richieste dei clienti, come alcuni gestori di stabilimenti balneari e negozi ci hanno segnalato spronandoci a  portare avanti questo progetto di legge. Quella del 'cane al seguito' è una fetta di mercato importante e in forte  crescita''.       

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Forza laica

Le prospettive per le unioni civili e la lotta alle discriminazioni non sono rosee nel nostro paese: “Da una parte c'è una destra regressiva, dall’altra un Pd che non riesce ad avere una posizione politica e culturale che altri Paesi europei, anche a guida conservatrice, hanno assunto”.

Il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli, candidato nel Lazio per la Sinistra Arcobaleno, ha così aperto l’appetizer-time organizzato nel locale romano “Le Bain” dalla deputata Paola Balducci, per discutere di unioni di fatto e diritti civili e motivare i giovani e meno giovani presenti a “un corpo a corpo elettorale, a una marcatura stretta, visto che questa è la nostra risorsa: parlare con la gente. Per stare in Europa sui diritti civili – ha aggiunto Bonelli – serve in Italia una forza politica che abbia nella laicità un elemento fondamentale, centrale”.

Balducci, candidata al Senato nel Lazio per la Sinistra Arcobaleno, ha brevemente descritto quanto verificatosi in questi due anni scarsi di legislatura, con il ddl del governo sui Pacs, poi diventati Dico, “quanto di più riduttivo rispetto alle esigenze del cittadino” e comunque finiti nel nulla, e ha sottolineato, forte di una positiva esperienza in commissione Giustizia alla Camera, che “deve essere il parlamento e non il governo ad affrontare queste tematiche”.

Tra gli intervenuti anche Alessandro Zan, presidente di Linfa (Lega italiana nuove famiglie), che si è soffermato sulla difficile battaglia vinta a Padova per il riconoscimento su base anagrafica delle coppie conviventi, “paradigma di come si possano sollecitare e aiutare leggi sui diritti civili e le unioni di fatto. I conviventi, sia etero che omo, sono fantasmi nel nostro Paese: parlare di diritti – ha concluso – vuol dire parlare di persone”.

Infine la negativa esperienza romana, accennata dal Verde Nando Bonessio, candidato al consiglio comunale di Roma per la Sinistra Arcobaleno: probabilmente per paura di urtare le sensibilità oltre Tevere, il tentativo di istituire un registro anagrafico simile a quello di Padova è fallito, nonostante partisse da una proposta di delibera di iniziativa popolare, nonostante i temi in discussione fossero sostanzialmente l’accesso alle case popolari e agli asili nido.

“Con Rutelli ora siamo andati oltre – ha spiegato Bonessio, individuando una delle ragioni per cui a Roma la Sinistra Arcobaleno è alleata del Pd -: intendiamo tornare sul registro delle unioni civili, proporre un registro per il testamento biologico, e la realizzazione, in ogni municipio, di una sala per i matrimoni civili e di una sala per il commiato laico ai defunti. Così ci muoviamo per l’avanzamento dei valori laici in questa città”.

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Sempre più in alto

Sempre più in alto e sempre di meno. Sono le specie animali e vegetali che vivono sulle Alpi e nell’Appennino centrale nei cosiddetti ambienti ‘limite’, in fuga verso altitudini maggiori, a caccia di freddo, neve, ghiaccio.  Della Pernice bianca in Italia rimangono 5.000 coppie, una specie considerata sull’orlo dell’estinzione con una popolazione che appare in declino continuo; lo Stambecco al Gran Paradiso è diminuito di circa il 30% dal 1990 ad oggi, i ghiacciai sono in costante regressione, l’innevamento in diminuzione. Le Alpi e l’Appennino centrale si presentano così all’appuntamento con il cambiamento del clima, decisamente in una condizione di sofferenza e profonda trasformazione.

E’ il punto fatto dal WWF sulla situazione della penisola che maggiormente risente del riscaldamento globale, dove gli equilibri fragili sono pronti a saltare in presenza di una colonnina di mercurio in continua ascesa.  L’effetto più visibile dei cambiamenti climatici in corso sulle Alpi è, come è noto, la regressione dei ghiacciai; il comitato glaciologico calcola che dalla metà del XIX secolo se ne è persa una superficie pari al 40%. In Lombardia nell'ultimo biennio si sono estinti 30 ghiacciai, tra  quelli più piccoli, più esposti a sud e ad altitudini minori, ma anche i ghiacciai più grandi e meglio esposti non sfuggono alla tendenza generale, in quanto dal 2003 sono tutti in drastica diminuzione di superfice e spessore.

La perdita media di spessore dei ghiacciai lombardi negli ultimi 20 anni è stata di 2 metri all'anno: un esempio eloquente è il ghiacciaio dell'Alpe Sud (Valtellina, SO) che ha perso negli ultimi 10 anni circa 16 metri di spessore.

“L’alternarsi di periodi caldi e freddi ha sempre caratterizzato la storia climatica della Terra e le specie animali e vegetali hanno potuto adattarsi – dichiara Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia. - Attualmente esiste un legittimo motivo di preoccupazione dovuto essenzialmente alla rapidità con cui avvengono questi cambiamenti, che rende di fatto impossibile l’adattamento.”

Quanto alla flora alpina, un recente studio, durato 3 anni, condotto dall’Università di Pavia e coordinato dal WWF, ne ha rilevato la ‘fuga’ verso l’alto. In particolare, le piante del gruppo del Bernina, sulle Alpi valtellinesi, negli ultimi 50 anni sono risalite in quota in modo consistente a causa del cambiamento climatico. 56 sono le specie migrate a quote più alte da 10 a 430 metri, 25 sono le specie “nuove” trovate dai ricercatori, 15 quelle di cui si sospetta la scomparsa, a fronte di un aumento medio della temperatura nella zona di 1,2 °C.

Alle quote più basse e marginali della catena alpina si prevede che il 60% della flora ora presente venga progressivamente annientata e sostituita a causa dell’aumento della temperatura entro il 2080.  “Con la maggior parte dell’aumento delle temperature (quasi 1 grado) concentrata negli ultimi 35 anni; 11 degli ultimi 12 anni (1995-2006) risultati tra i più caldi da quando sono iniziate le prime misurazioni regolari delle temperature terrestri (1850), e il 2007 secondo anno più caldo dopo il 2005, la strada da seguire non può che essere quella della riduzione drastica delle emissioni di gas serra in atmosfera – conclude Bologna”

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Battaglie di civiltà

I Gruppi regionali della Sinistra Arcobaleno in Toscana hanno chiesto una profonda riforma delle comunità montane, in occasione della discussione in Consiglio regionale della legge sul riordino. Per Mario Lupi dei Verdi, Monica Sgherri del Prc, Alessia Petraglia di Sinistra democratica e Luciano Ghelli dei Comunisti italiani, la legge deve potenziare "il ruolo di programmazione economica, così da poter esprimere politiche di valorizzazione capaci di far assurgere a motore di sviluppo economico, sociale e ambientale i fattori di identità di aree fino ad oggi considerate 'svantaggiate'.

Una legge quindi che esprima una visione complessiva e che non si ponga il solo obiettivo di mera razionalizzazione - attraverso la scelta delle funzioni  associate - dei costi istituzionali e amministrativi delle comunità montane''. Secondo la Sinistra Arcobaleno toscana, la scommessa per le comunità montane è quella di "ripensare i luoghi di loro competenza, non più come aree 'marginali', ma attori dinamici di un nuovo modello di sviluppo basato sulla qualità sociale, economica e ambientale".

Il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio intanto è sceso in campo a fianco dei comitati toscani per la difesa del territorio: "Sosteniamo con convinzione il decalogo per l’ambiente, il territorio e il paesaggio dei comitati toscani per la difesa del territorio. E’ un’iniziativa nata dal basso molto importante - ha dichiarato - per l’attuale dibattito politico e di cui dovrebbero tener conto tutti gli schieramenti. Le nostre battaglie, portate avanti con coerenza nel corso degli anni,  testimoniano che la difesa dell’ambiente e del territorio, gli investimenti nelle energie pulite, sicure e rinnovabili, così come la lotta agli scempi, alle speculazioni e agli ecomostri sono vere priorità per la Sinistra Arcobaleno.

Il nostro territorio - prosegue Pecoraro - è una risorsa preziosa che non può e non deve essere sacrificato a interessi particolari.Il contributo dei comitati toscani è fondamentale per la tutela del paesaggio e del territorio e rappresenta una battaglia di civiltà che ogni candidato dovrebbe fare propria”.     

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Cresce il consenso

La Sinistra Arcobaleno, a oggi, ha una percentuale di consenso pari all'8% alla Camera, dopo aver oscillato nelle scorse settimane tra il 7 e il 7,5%: "I nostri voti stanno crescendo, nonostante l'aggressione mediatica, segno che una campagna elettorale sulle cose concrete paga, e che sta andando bene il lavoro di squadra della Sinistra Arcobaleno, che parla di voto utile sì, ma per i cittadini, e i cittadini hanno capito". Lo ha dichiarato il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, presentando insieme alla senatrice Loredana De Petris e al direttore di Ipr Marketing Antonio Noto i sondaggi effettuati per la Sinistra Arcobaleno tra il 5 e il 25 marzo scorsi, su un campione di 5000 elettori.

Il potenziale elettorale massimo, pari a tutti coloro che oggi prendono in considerazione il voto alla Sinistra Arcobaleno, è del 14%, quindi "non è assurdo pensare - ha spiegato Noto - che lo zoccolo duro dell'8%, 2 milioni e 600 mila voti in assoluto, possa incrementarsi nei prossimi giorni. I nuovi elettori negli ultimi 10 giorni potrebbero essere 300 mila".

C'è da tener presente che nell'ultima settimana si schiereranno quel 15-17% di indecisi che andranno a votare, ma oggi non sanno ancora per chi. Per quanto riguarda i target principali, il voto alla Sinistra Arcobaleno è preso in considerazione dal 37% dei precari, dal 61% degli ambientalisti e dal 31% di operai e dipendenti. "Con il termine 'ambientalisti' - ha chiarito Pecoraro - si indicano nel sondaggio i cittadini che si definiscono preoccupati per le questioni ambientali, e non era scontato che la stragrande maggioranza di loro identificasse nella Sinistra Arcobaleno il voto più ambientalista. E' un risultato importante questo, soprattutto dei Verdi".

Tornando ai target, le donne che prendono in considerazione il voto alla Sinistra Arcobaleno sono il 27%, i giovani (18-24) il 33%. "Siamo forse la lista con il maggior numero di donne - ha affermato De Petris - come capolista e in testa di lista. Un investimento che, pensando a quel 27%, dobbiamo trovare il modo di comunicare".

Le tematiche di interesse dell'elettorato che si schiera con la Sinistra Arcobaleno sono in particolare il costo della vita, il lavoro, per sé e per i figli, l'ambiente e l'inquinamento. Sul caro vita il leader dei Verdi ha ricordato che il 29 marzo sarà la "giornata verde" ad esso dedicata, con iniziative esplicative e di vendita diretta nei mercati delle città italiane, per illustrare ai cittadini quanto la filiera corta significa in termini di risparmio, per la spesa e per l'ambiente. "A Roma - ha aggiunto la senatrice, capolista della Sinistra Arcobaleno al Senato nel Lazio - il mercato dei produttori agricoli si terrà a piazza Risorgimento, con vendita diretta".

Sarà invece il 5 aprile la "giornata verde" del clima: "Il cambiamento climatico è al centro del dibattito nel mondo, ma nella triste campagna elettorale italiana è assente - ha detto Pecoraro - : qui c'è gossip, chiacchiericcio - tu copi me, io duello con te - o l'asta delle pensioni, delle tasse, sembrano imbonitori da far west".

Il presidente dei Verdi si è anche soffermato sulle risorse necessarie per aumentare le pensioni, i salari, gli stipendi dei precari: "Berlusconi e Veltroni non citano mai le grandi rendite finanziarie, le banche, le assicurazioni, ciò significa che non avranno mai quelle risorse. Tagliare la spesa pubblica, dicono, ma devono anche aggiungere che intendono licenziare gli insegnanti o tagliare l'assistenza sanitaria. Noi sappiamo che il Paese è asfissiato da gruppi di potere, non imprenditori ma "prenditori" di risorse, e che bisogna toccare qualche interesse costituito, per cui affermiamo con chiarezza che intendiamo tassare le grandi rendite finanziarie come in tutta Europa, tagliare le spese militari e le spese inutili per i progetti faraonici come il ponte sullo Stretto".

"L'aumento della tassazione sulle rendite - ha concluso De Petris - è un'azione di buon senso oltre che di reperimento risorse: basta vedere quel che è successo in questi giorni, in cui qualcuno ha guadagnato parecchio con le azioni Alitalia che sono scese e poi risalite".

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Collasso al polo sud

Una massa di ghiaccio di oltre 400 chilometri quadrati e' collassata nella parte occidentale dell'Antartide. Lo hanno reso noto negli Stati Uniti gli scienziati dell'University of Colorado's National Snow and Ice Data Center di Boulder, precisando che il fenomeno è iniziato il 28 febbraio scorso ed è stato ripreso dai satelliti. A staccarsi dal continente antartico e a finire in mare è stato il cosiddetto 'Asse di Wilkins', un'area che gli scienziati avevano già previsto sarebbe collassata, ma tra quindici anni. L'iceberg è grande sette volte l'isola di Manhattan, è lungo 41 chilometri e largo 2,4.

Il fenomeno e' stato fotografato e ripreso da un aereo mandato appositamente sul posto. ''Quanto avvenuto è rarissimo - hanno commentato al centro di Boulder - anche perché l'asse di Wilkins esisteva almeno da 1500 anni''."Il surriscaldamento dell'area è evidentemente collegato all'aumento dei gas serra" ha dichiarato Ted Scambos, che guida il gruppo di ricerca. "Sono fenomeni osservati da parecchi anni, non si tratta di una novità" commenta Massimo Frezzotti, glaciologo dell'Enea. "Si sono già staccati altri iceberg, ma quello del distacco non è il problema principale. Il vero problema è che queste piattaforme di ghiaccio si stanno disintegrando a una velocità molto maggiore di quanto previsto".

Il distacco del blocco di ghiaccio dalla piattaforma principale di Wilkins Ice Shelf è indice di un dato ancora più inquietante: la piattaforma "si trova molto più a sud" rispetto ai distacchi precedenti. "Il processo osservato fin dall'inizio degli anni novanta - spiega Frezzotti, che è responsabile del settore glaciologia del programma nazionale di ricerca in Antartide - si sta estendendo sempre più a sud, quindi sempre più verso il polo. Il distacco in quanto tale non influisce sull'innalzamento del livello del mare, mentre la disintegrazione delle piattaforme influenza la velocità dei ghiacciai, che portano più acqua all'oceano di quanta ne ricevano sotto forma di precipitazioni nevose. Tutto questo - conclude - è imputabile all'aumento della temperatura, ma anche a una riduzione del ghiaccio marino e, probabilmente, a un aumento della temperatura degli oceani".

Il Wilkins Ice Shelf si trova a circa un migliaio di chilometri di distanza dalla punta meridionale dell'America del sud, sul lato sud-ovest della Penisola antartica. Negli ultimi 50 anni nella regione è stato registrato un aumento medio della temperatura di mezzo grado ogni dieci anni. "Avevamo previsto che sarebbe successo - spiega David Vaughan, glaciologo del British Antarctic Survey - ma non pensavamo che accadesse così in fretta, due volte più veloce di quanto previsto".

La Penisola antartica ha già visto il ridimensionamento e il distacco di diversi blocchi di ghiaccio, sei dei quali sono scomparsi del tutto: Prince Gustav Channel, Larsen A, Larsen B, Wordie, Muller e Jones.  

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Il voto più utile

''Il voto alla Sinistra Arcobaleno è un voto utile perché aiuta Veltroni, ove mai gli venisse l'idea di un inciucio, a resistere alla tentazione'': lo ha dichiarato stamani Grazia Francescato, deputata Verde ed esponente della Sinistra Arcobaleno candidata in Piemonte, nel corso di un incontro elettorale a Genova a sostegno della candidata capolista al Senato in Liguria Cristina Morelli.

''Chi vuole fare qualcosa di sinistra, per dirla con Nanni Moretti, deve votare noi - ha proseguito Francescato -: primo perché mettiamo assieme economia ed ecologia, le ragioni dell'ambiente e quelle del lavoro e questa è una novità rivoluzionaria nel panorama italiano. E' un voto utile - ha detto ancora l'esponente dei Verdi - perché al Senato, per complessi calcoli, più guadagna la Sinistra Arcobaleno meno seggi guadagna Berlusconi. Quindi è utile contro il ritorno del centro destra''.

Agli elettori del PD si è rivolto il sottosegretario all'Economia Paolo Cento, in visita a Piacenza per il tour elettorale della Sinistra Arcobaleno, chiedendo di votare al Senato Sinistra Arcobaleno per "non lasciare l'Italia nelle mani di Berlusconi. Il Pd prenderà sicuramente il premio di maggioranza in Emilia Romagna - rileva Cento - e quindi chiediamo agli elettori del Pd un voto disgiunto, perché non sprechino il loro voto ". L'esponente dei Verdi ha citato Gianfranco Pasquino e Mauro Zani del Pd, "i quali hanno ribadito l'importanza del voto disgiunto che rafforzerebbe la sinistra intera".

Ed è un voto utile contro il rischio che la prossima legislatura veda la fine del governo pubblico del territorio e un ritorno al cosiddetto disegno di legge Lupi in materia urbanistica: questa è l'opinione di un gruppo di urbanisti che hanno redatto un appello, sulla base dell'articolo in cui Vezio De Lucia proponeva agli urbanisti di sinistra di destinare il loro voto alla Sinistra Arcobaleno.

"Sappiamo tutti che le elezioni politiche del 13 e 14 aprile sono decisive per la società italiana. Ma siamo convinti che è in gioco soprattutto il futuro delle città e del territorio italiani. La vittoria della destra porterebbe sicuramente verso il trasferimento anche formale del potere urbanistico nelle mani di soggetti privati, riprendendo il percorso già avviato negli anni del precedente governo Berlusconi. È una prospettiva drammatica - si legge nell'appello -, alla quale fanno da contorno il rilancio indiscriminato delle grandi opere, a cominciare dal ponte sullo Stretto, il ritorno al nucleare e il favore per politiche energetiche ambientalmente insostenibili. Il Partito Democratico, che dovrebbe essere il naturale antagonista di Berlusconi, si presenta oggi per molti aspetti consenziente con le impostazioni della destra, soprattutto - scrivono gli urbanisti - nelle materie di cui stiamo trattando.

"Quando si legge, nel programma del Partito Democratico, che "l'ideologia della regolamentazione è cattiva consigliera" scompare di fatto ogni differenza con il berlusconismo. In un Paese come il nostro, nel quale quasi la metà del territorio è devastata da un abusivismo sostanzialmente impunito, dove gli energumeni del cemento armato continuano a essere i protagonisti, non solo in materia di edilizia, ma più in generale della finanza e dell'economia, com'è possibile che la regolamentazione dell'uso del territorio sia degradata a ideologia? Ci si rende conto dove possono portare ragionamenti siffatti se estesi ad altri ambiti del vivere civile?

L'impegno per politiche ambientalmente corrette e il richiamo alla legge quadro sul governo del territorio "ci sembrano importanti e qualificanti", dicono ancora.

Se nel nuovo Parlamento l'unica forza alternativa al Popolo delle Libertà sarà quella del Partito Democratico, diventerà impossibile la resistenza alla politica delle grandi opere, della privatizzazione della città e del territorio, della promozione della rendita immobiliare, dell'ulteriore decadenza del potere pubblico. Per impedire che ciò avvenga, per lasciare aperta la strada verso prospettive meno devastanti, i sottoscritti ritengono che sia utile e necessario votare per La Sinistra l'Arcobaleno".

Seguono le firme: Alessandro Abaterusso, Diego Accardo, Immacolata Apreda, Maria Giovanna Arghittu, Paolo Baldeschi, Dino Barrera, Piergiorgio Bellagamba, Paolo Berdini, Irene Berlingò, Piero Bevilacqua, Flavia Bianchi, Ivan Blecic, Antonello Boatti, Antonio Bonomi, Rosalinda Brucculeri, Michele Camporeale, Claudio Canestrari, Vittorio Caporioni, Arnaldo (Bibo) Cecchini, Pino Chiezzi, Gabriella Corona, Donatella D'Arco, Michele De Crecchio, Francesca De Lucia, Vezio De Lucia, Pasquale Di Perna, Agostino Di Lorenzo, Claudio Favale, Paolo Ferretti, Georg Joseph Frisch, Renato Grimaldi, Anna Guerzoni, Francesco Indovina, Francesco Lo Piccolo, Giovanni Lupo, Alberto Magnaghi, Roberta Madoi, Patrick Marini, Antonietta Mazzette, Lodovico Meneghetti, Maurizio Morandi, Loredana Mozzilli, Paolo Nicoletti, Diego Novelli, Anna Pacilli, Gaia Pallottino, Rossano Pazzagli, Mariangela Perale, Valentino Podestà, Fabrizio Profico, Antonella Radicchi, Raffaele Radicioni, Giulietta Rak, Carla Ravaioli, Sandro Roggio, Mariangela Rosolen, Bernardo Rossi Doria, Edoardo Salzano, Angelo Saracini, Emilio Soave, Mauro Torriani, Sauro Turroni, Manlio Vendittelli, Giuliana Zagabria (firme al 20 marzo 2008).  

 

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Campi più poveri

''Colture su piccola scala contribuiscono alla conservazione della biodiversità'' e ''a fronte di una crisi del settore che si è manifestata negli ultimi 30 anni, avere a disposizione cultivar diversi consente anche di fronteggiare meglio i cambiamenti climatici''.

Lo sostiene Fabrizio Bulgarini, responsabile biodiversità del Wwf, commentando il recente studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science (Pnas).  ''Negli ultimi 30 anni in Italia si sono persi 1 milione e trecentomila agricoltori'', afferma Bulgarini che spiega come ''la diffusione della meccanizzazione agricola abbia comportato anche una perdita della biodiversità naturale. Cosa che è successa con il declino di specie come l'allodola, legata all'ambiente agricolo tradizionale”.

La perdita del paesaggio agricolo comporta anche la minaccia per la biodiversità da cui l'uomo trae beneficio, “dalle colture alla zootecnia''. Bulgarini cita ad esempio “la frutta, dove l'80% delle mele sulle nostre tavole appartengono solo a tre cultivar, di ceppi genetici diversi. Nel 1949 c'erano 400 varietà di grano e oggi sono meno di 200, mentre i bovini principalmente fanno riferimento a tre stock di razze domestiche: la mucca frisona, bruna e italiana”.

Ma non è tutto: “Su 30 varietà di bovini 8 sono in estinzione, con meno di 350 capi per ciascuna razza''. Insomma, ''si va verso una diminuzione di cultivar e razze - conclude Bulgarini - e nei confronti dei mutamenti climatici invece più ne abbiamo e meglio sarà, per trovare ad esempio quelle più resistenti a condizioni di siccità''.

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L’Europa si muova

Le morti confermate ieri negli scontri in Tibet sono 135, circa 400 le persone arrestate e più di mille i feriti. Sono queste le ultime cifre fornite da Karma Chopel, presidente del parlamento tibetano in esilio, in una conferenza stampa all'Europarlamento, alla quale hanno partecipato gli eurodeputati Marco Cappato, Marco Pannella, Monica Frassoni e Pasqualina Napoletano. Chopel, invitato a Bruxelles per un'audizione in Commissione Esteri, oggi sarà a Ginevra per lanciare un appello alla Commissione diritti dell'uomo dell'Onu e venerdì sarà a Roma per una serie di incontri istituzionali alla Camera e al Senato.

I Verdi europei intanto chiedono alla Presidenza di turno slovena e alla futura presidenza francese di prendere l'iniziativa e boicottare, come Unione europea, la cerimonia di apertura. "Come Verdi/ALE non crediamo che i giochi olimpici rappresentino solo un evento sportivo: essi devono poter rappresentare l'occasione per migliorare in modo visibile la situazione dei diritti umani e della democrazia in Cina, anche in riferimento alla situazione del popolo tibetano e di altre minoranze etniche e religiose" dichiarano Monica Frassoni e Daniel Cohn-Bendit, co-presidenti del Gruppo dei Verdi/ALE, in merito all'opportunità o meno di boicottare i giochi olimpici cinesi che è stata al centro del dibattito di ieri pomeriggio al Parlamento europeo.

"Occorre pensare alla possibilità di boicottare i giochi senza farne un tabù, perché sapere quali debbano essere le condizioni di libertà e democrazia perché un paese organizzi un simile evento è cosa che va al di là della questione cinese e della sua situazione in materia di diritti umani. Quindi - proseguono i due europarlamentari Verdi - dobbiamo aprire il dibattito sul boicottaggio della cerimonia di apertura da parte dei Capi di Stato, degli sportivi e dei giornalisti.

Inoltre occorre pensare ad azioni a sostegno del popolo tibetano e di altre minoranze, così come abbiamo già fatto in passato con l'iniziativa de "il passaporto della libertà" per i dissidenti cinesi: per esempio indossando il nastro verde, come proposto dal portavoce degli atleti francesi, o una sciarpa arancione da parte di atleti, pubblico e stampa. L'obiettivo di queste azioni - spiegano Frassoni e Cohn-Bendit - deve essere quello di spingere il partito comunista cinese a fare dei passi concreti in direzione di un'apertura alla democrazia e al rispetto dei diritti umani o a rimpiangere di aver organizzato i giochi olimpici in condizioni non adeguate. Non è accettabile che la Ue, per vendere delle centrali nucleari o delle fabbriche di auto, non dica nulla sulla situazione del popolo tibetano e dei dissidenti cinesi".

Il presidente dell'assemblea tibetana Chopel, che ha precisato che i dati da lui forniti "sono approssimativi perché è davvero molto difficile ottenere informazioni dal Tibet, i numeri potrebbero essere anche dieci volte superiori alle cifre confermate'', ha rivolto cinque richieste alla comunità internazionale: un intervento per porre fine alle uccisioni dei manifestanti pacifici, ottenere il rilascio dei prigionieri politici, la garanzia dell'assistenza medica per i manifestanti feriti - che oggi vengono arrestati appena si recano negli ospedali -, il rispetto dei diritti fondamentali e l'invio in Tibet di una commissione "indipendente e supervisionata internazionalmente" per far luce sugli scontri e sulla loro causa.  

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Cina solare

La Cina è diventata il leader mondiale nelle produzione di fotovoltaico, passando da una capacità di produzione di 350 Megawatt nel 2005 ad oltre 1.000 MW nel 2006, ed a 1.500 MW stimati nel 2007.

La notizia è riportata dal Washington Post, che qualche giorno fa ha dedicato un servizio al boom delle fabbriche di pannelli solari secondo quanto riportato dal rapporto ''Powering China's Development: The Role of Renewable Energy'' del Worldwatch Institute.

Il colosso asiatico ha saputo sviluppare in soli 5 anni, partendo praticamente da zero, una industria del fotovoltaico di alto profilo, con un giro di affari di miliardi di dollari, ma di questa produzione destinata all'energia pulita in Cina resta pochissimo: il 90%  della produzione di pannelli fotovoltaici made in China finiscono in Europa, Usa e Giappone.

Produzione per lo più finalizzata quindi all’esportazione e che in più crea non pochi problemi ambientali in Cina. Il quotidiano americano accusa infatti il più grande produttore di pannelli solari cinese Luoyang Zhonggui, di inquinare pesantemente con rifiuti tossici prodotti dalle sue fabbriche le campagne, avvelenando colture e popolazioni rurali.

Anche le altre fabbriche cinesi di componenti dell’industria fotovoltaica hanno problemi simili, soprattutto perché non hanno installato impianti per l'abbattimento delle sostanze inquinanti o sotto utilizzano i sistemi di contenimento dell’impatto ambientale delle produzioni.

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Acqua bene prezioso

Acqua bene prezioso e scarso. "E` sempre più urgente un piano per l`efficienza ed risparmio idrico simile a quello promosso per l`efficienza energetica ed è necessario rivedere il sistema delle concessioni alla luce dei cambiamenti climatici in atto”.

Con queste parole il leader dei Verdi ed esponente di Sinistra Arcobaleno, Alfonso Pecoraro Scano, ha celebrato la giornata mondiale dell’acqua. Il nuovo quadro climatico, precisa il ministro dell’Ambiente, “ci impone una fortissima attenzione alla tutela ed alla gestione dell’acqua. Si tratta di un principio di civiltà che riguarda il nostro futuro e quello del Pianeta".

L’acqua è una priorità e va tutelata, anche perché, precisa Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi alla Camera “ogni anno nel nostro Paese si disperdono più di un miliardo di metri cubi di acqua, per questa ragione serve un grande impegno per opere infrastrutturali per impedire gli sprechi”.

Per tutelarla serve “una grande opera infrastrutturale per ristrutturare le condutture e gli acquedotti in modo da abbattere le dispersioni e gli sprechi delle risorse idriche in modo da garantire i diritti di tutti i cittadini – dice ancora Bonelli. Non è concepibile che ancora oggi ci siano parti dell'Italia o zone di grandi città dove l'acqua deve esser portata con le autobotti'.

L’acqua è anche un bene pubblico, “di tutti”. Ma purtroppo buona parte del Sud del mondo deve fare i conti con risorse limitate. E sul suo controllo in futuro si rischiano delle vere e proprie guerre, ha ricordato allarmato all’Indipendent il Sottosegretario britannico per lo sviluppo internazionale, Gareth Thomas.

Servono misure adeguate per scongiurare carenze di risorse idriche e servizi sanitari. "Se non interveniamo - dice Thomas - la verità è che le forniture idriche rischiano di diventare la causa di conflitti internazionali negli anni a venire. Dobbiamo investire ora per evitare di pagarne il prezzo in futuro". Ai servizi idrici non hanno ancora accesso 2,6 miliardi di persone, esposte a diversi rischi sanitari legati alla carenza di acqua. Di questi, 980 milioni sono bambini, ha ricordato ancora Thomas. Il governo inglese ha messo a punto un documento, nel quale si afferma che "l'aumento delle temperature, unito a rigidità atmosferiche, determinerà una maggiore richiesta di risorse idriche".

"Non c'è dubbio che i cambiamenti climatici sono potenzialmente la causa principale di uno stress idrico - ha sottolineato un esperto di Greenpeace, Charlie Kronick - se la media della temperatura globale aumenterà di oltre due gradi rispetto ai livelli pre-industriali, ci saranno dai 2 ai 3 miliardi di persone potenzialmente senza accesso all'acqua. E' una questione molto seria".

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Pesci a rischio

Delle circa 50 specie autoctone di pesci che vivono nei nostri fiumi, laghi e lagune, 3 si sono già estinte e 22 sono, a diverso grado, in pericolo di estinzione. Sono i dati allarmanti rivelati dal nuovo dossier Wwf, presentato alla vigilia della Giornata mondiale dell’acqua che si tiene il 22 marzo.

Dieci specie di pesci sono più a rischio e sono quasi sparite dalle acque dei fiumi e dei laghi italiani. Nuota sicuro solo il cavedano, un pesce molto resistente agli inquinanti e capace di nuotare persino in acque eutrofiche a causa di scarichi industriali.  Tra i pesci più minacciati ci sono  l'anguilla, una delle specie più importanti per la pesca e l’acquacoltura, il ghiozzo di ruscello, che vive solo in pochi fiumi dell’Italia centrale e in acque limpide e ben ossigenate, il panzarolo, che abita esclusivamente nella regione padana, il carpione del Garda, che sopravvive in acque pulitissime ed è ad alto rischio sia per la pesca eccessiva sia per l’inquinamento delle acque del lago.

La trota marmorata, presente in alcuni corsi d’acqua a nord, non solo è tra le prede più ambite dai pescatori sportivi ma è minacciata nei periodi di riproduzione da interventi come la costruzione di argini artificiali e prelievi di ghiaia. Stanno scomparendo anche il carpione di Fibreno, che vive unicamente in questo piccolo lago dell’Italia centrale, la trota macrostigma, che abita nelle regioni peninsulari tirreniche, in Corsica, Sardegna e Sicilia, mentre lo storione cobice, nel bacino del Po e in alcuni fiumi del Veneto, migra tra gli estuari per poi risalire nel periodo di riproduzione i grandi fiumi, per finire in pasto ai pescatori professionisti. La lampreda di ruscella, tipica delle aree peninsulari tirreniche, è sempre meno presente a causa del degrado degli habitat, destino condiviso dalla lampreda padana.

La denuncia del Wwf sottolinea quanto la salvaguardia dei pesci d'acqua dolce sia una sostanziale priorità di conservazione degli ambienti italiani, perchè i pesci non solo sono importanti indicatori di qualità ambientale, ma rappresentano soprattutto gli elementi fondamentali di quella ricchezza di biodiversità, che rischia di ridursi sempre più velocemente. Le cause di questa situazione, secondo il Wwf,  "sono riconducibili in gran parte alla gestione inefficiente della rete idrografica superficiale e alle distruzioni degli habitat naturali favorite da una grande confusione normativa, dalla frammentazione di competenze e risorse e dalla tardiva o mancata applicazione di direttive internazionali, in particolare la Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE e la Direttiva habitat 92/43/CE, per cui l'Italia è stata già più volte richiamata o condannata dall'Unione Europea".

La rarefazione della fauna ittica italiana è quindi sintomo della gravità della situazione delle acque interne e del degrado generalizzato della rete idrografica superficiale. Secondo l'associazione ambientalista, per garantire una corretta e sostenibile tutela e gestione degli ecosistemi d'acqua dolce sarebbe opportuno rilanciare e riorganizzare la gestione pubblica delle risorse idriche a livello di bacino idrografico. Tra i soggetti più adatti a governare, pianificare e monitorare l'uso della risorsa in modo coordinato, efficace ed efficiente, ci sarebbero le Autorità di bacino e/o di distretto, che come spiega il  Wwf "devono poter coordinare la pianificazione della risorsa idrica, promuovere e realizzare monitoraggi ambientali. Solo grazie a un adeguato e attivo coinvolgimento delle autorità preposte, sarà possibile salvaguardare la biodiversità della fauna ittica, ed evitare l'estinzione di decine di specie ormai a rischio".    

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Berlusconi inquina

"La campagna elettorale di Berlusconi inquina". Così Carlo Monguzzi, consigliere regionale dei Verdi, esponente della Sinistra Arcobaleno e candidato al Senato alle prossime elezioni in Lombardia, commenta la campagna elettorale del laeder del Pdl, Silvio Berlusconi, che ha annunciato che farà percorrere le strade d'Italia da oltre 100 tir.

"Secondo i nostri calcoli - sottolinea Monguzzi - i 100 tir che promuoveranno nelle principali città italiane il simbolo della Pdl, emetteranno più di 500 tonnellate di gas serra (Co2), responsabili dei cambiamenti climatici, piu' altri inquinanti atmosferici che contribuiscono a rendere irrespirabile l'aria delle nostre città”.

Il calcolo dei Verdi è stato fatto sul sito di Ecotransit, “il sistema europeo per calcolare l'impronta ecologica degli spostamenti - spiega ancora Monguzzi -, assumendo che i 100 tir di Berlusconi circolino 9 ore ciascuno al giorno, limite massimo consentito dalla legge, percorrendo circa 720 km ciascuno al giorno".

"L'impronta ecologica che ne deriva - osserva Monguzzi – è davvero pesante. La mancanza di senso ambientale dell'ex premier è evidente. Come biglietto da visita per la campagna elettorale e per la prossima legislatura – conclude l’esponente di SA - mi sembra davvero pessimo".  

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Africa all’asciutto

Si celebra il 22 marzo la Giornata mondiale dell'Acqua su iniziativa dell'Onu, che quest'anno è dedicata all'importanza dei servizi igienici, a cui non hanno ancora accesso 2,6 miliardi di persone, esposte a diversi rischi sanitari. Di questi, 980 milioni sono bambini.

Nel corso delle celebrazioni ufficiali, che si sono svolte a Ginevra, il Segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha denunciato una "mancanza di volontà politica" all'origine dei risultati deludenti ottenuti nella campagna per garantire l'accesso all'acqua potabile e condizioni igieniche dignitose per i 2,6 miliardi di persone. "Siamo ancora ben lungi dal raggiungere gli obiettivi del Millennio - ha aggiunto Ban -, gli esperti prevedono che nel 2015 ancora 2,1 miliardi di persone non avranno strutture igieniche di base. Al ritmo attuale, nell'Africa subsahariana l'obiettivo non sarà raggiunto prima del 2076".

Parlando dal Palazzo delle Nazioni di Ginevra, la direttrice generale dell'Organizzazione mondiale della sanità Margareth Chan ha chiesto un maggiore impegno per l'Africa, dove 6 persone su 10 non hanno accesso a servizi igienici adeguati, e ciò espone intere comunità, e soprattutto i bambini, al rischio di gravi infezioni e malattie. "L'uso di gabinetti appropriati e la pulizia delle mani - si sottolinea in uno studio congiunto dell'Unicef e dell'Oms - previene la trasmissione di batteri, virus e parassiti presenti negli escrementi umani, che altrimenti contaminano le risorse idriche, il suolo e gli alimenti". Tale contaminazione è la principale causa di diarrea, che a sua volta è la seconda causa di mortalità infantile nei Paesi in via di sviluppo, e conduce ad altre gravi malattie come colera, schistosomiasi e tracoma.

"Circa il 40% della popolazione mondiale non ha accesso a servizi igienici e quindi alla dignità e sicurezza che questi consentono" ha sottolineato la direttrice generale dell'Unicef Ann M.Veneman. "La mancanza di servizi igienici adeguati ha gravi conseguenze sulla salute e lo sviluppo sociale, soprattutto dei bambini. Gli investimenti per migliorare i servizi igienici accelereranno i progressi verso gli Obiettivi di sviluppo del millennio, salvando molte vite". Gli aspetti relativi alla sicurezza, spiega il documento Unicef-Oms, sono particolarmente importanti per donne e bambini "che quando si recano di notte in luoghi appartati per i loro bisogni fisiologici rischiano molestie e aggressioni sessuali". Inoltre, ha continuato la signora Veneman, "scuole che offrono gabinetti privati e separati per maschi e femmine, e lavabi per pulirsi le mani con il sapone, sono maggiormente in grado di attirare alunni e garantire una frequenza scolastica continuativa, soprattutto per le bambine".

Unicef e Oms stimano che nel mondo sono 1,2 miliardi le persone che hanno avuto accesso a servizi igienici adeguati tra il 1990 e il 2004. Se saranno confermate le attuali tendenze nel 2015 ci saranno ancora 2,4 miliardi di persone prive di servizi igienici e i bambini continueranno a pagare il prezzo più alto in termini di morti, giornate scolastiche perse, malattie, malnutrizione e povertà. 

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Campi arcobaleno

"Il programma della Sinistra Arcobaleno piace alla Coldiretti, è coerente ed è molto vicino al suo progetto": lo ha affermato il presidente dell'organizzazione Sergio Marini nel corso di un confronto con il candidato premier Fausto Bertinotti, al quale ha ribadito sia l'elevato grado di convergenza che si è creato tra alcuni esponenti della Sinistra Arcobaleno e le posizioni della Coldiretti, sia le critiche nei confronti del Governo Prodi per l'assenza di concertazione.

"Sono un testimone oculare del percorso della Coldiretti, che l'ha portata a esprimere le attuali posizioni" ha dichiarato il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, presente all'incontro. Pecoraro si è detto convinto che la confederazione sia sulla strada per diventare "la più grande associazione ambientalista". Una delle linee di svolta, a suo avviso, è l'appropriazione da parte delle aziende agricole di una parte della gestione dei rifiuti. "L'agricoltura - ha aggiunto - deve anche essere il settore che si pone il problema della revisione delle concessioni idriche", e ha proposto che una parte delle risorse previste per ridurre le emissioni di gas serra sia destinata alla produzione di sacchetti biodegradabili.

"Oggi si svela il fatto che ciò che ha alimentato la globalizzazione, cioè la finanziarizzazione dell'economia, porta a fenomeni di devastazione - ha dichiarato Bertinotti -, contro i quali c'è la necessità di più politica e di interventi pubblici". La direzione verso cui bisogna andare, per il candidato premier, è quella del territorio in tutta la sua specificità, e questo non solo per l'agricoltura, ma anche per l'industria, l'università, la ricerca. "Quella del 'made in Italy' è stata un'ottima intuizione - ha aggiunto - ma bisogna andare oltre, verso un'ulteriore specificazione della territorialità. C'è bisogno di una politica che disegni la mappa dei punti di eccellenza e li allarghi, li diffonda". Infine, accennando alla questione lavoro, ha concluso che "non si può avere una produzione di qualità senza un lavoro di qualità".

Entrando nel merito di alcune questioni economiche, il presidente della Coldiretti ha affermato che la protezione dell'origine e il no agli ogm non sono frutto di una vocazione neoprotezionista, ma una scelta di distintività. "In questo senso ci preoccupa che l'Unione europea sia attenta alle pressioni dei grandi gruppi industriali e alimentari".

All'incontro della Coldiretti con la Sinistra Arcobaleno sono intervenuti anche la senatrice Verde Loredana De Petris e il deputato Verde Marco Lion. De Petris ha sottolineato che ogni volta che l'Italia perde un ettaro di superficie agricola, "quell'ettaro è cementificato o degradato. Per impedirlo occorre trovare strumenti che ridiano fiato al reddito degli agricoltori: è questo l'obiettivo - ha spiegato - per cui abbiamo lavorato in questi anni, per ridare agli agricoltori un riconoscimento sociale, una dignità sociale". Lion , presidente della Commissione Agricoltura della Camera, ha ricordato il lavoro fatto nella legislatura appena conclusa, evidenziando le convergenze con le proposte della Coldiretti.   

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Italia più pulita

Una task force composta da 100 unità specializzate nel controllare e reprimere lo smaltimento abusivo dei rifiuti in Italia: questo il nuovo contributo del Corpo Forestale dello Stato alla salvaguardia del benessere ambientale su tutto il territorio nazionale. L'iniziativa si inserisce nell'ambito dell'accordo stipulato tra ministero dell'Ambiente e Corpo forestale dello Stato per il rilievo dei siti di smaltimento illecito dei rifiuti, sottoscritto anche a seguito delle richieste formulate dalla Commissione europea.

Le 100 squadre, particolarmente attive in Campania, opereranno sia direttamente, con il controllo e la repressione dei reati connessi all'abbandono illecito di rifiuti, sia indirettamente, con il supporto e la formazione di altri 3.000 uomini del Corpo già impegnati sul territorio. Saranno utilizzati sistemi di alta precisione di posizionamento geografico Gis e Gps, che permetteranno di monitorare costantemente la situazione, aiutando le amministrazioni pubbliche nella gestione del fenomeno.

Il ministero dell'Ambiente ha inoltre realizzato, con il centro di ricerca di Casaccia dell'Enea, il progetto "Educarsi al futuro": rivolto ai giovani, punta alla creazione di una rete nazionale di scuole dove saranno avviate iniziative per educare i ragazzi a un 'futuro sostenibile'. "L'educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile è un elemento essenziale nella società moderna - ha affermato il ministro Alfonso Pecoraro Scanio -. Il mondo della scuola, il mondo della ricerca e le istituzioni possono dare un contributo importantissimo per affermare stili di vita e modelli di consumo innovativi e realmente sostenibili".

Il programma e' finalizzato all'aggiornamento professionale dei docenti, alla produzione di nuovi materiali e percorsi didattici incentrati sui temi dello sviluppo sostenibile, del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili e pulite, da diffondere nelle scuole attraverso la pubblicazione sul sito dell'Enea www.educarsialfuturo.it di materiale informativo e video-seminari.

In fase di sperimentazione in oltre cento scuole della regione Sicilia e nel comune di Spoleto, il progetto e' ora in fase di attivazione nelle province di Viterbo e Brindisi e nelle regioni Campania, Lazio, Calabria, Sardegna, Molise e Basilicata. L'Enea realizzerà un ciclo di seminari sull'educazione al futuro sostenibile dedicati alle consulte provinciali degli studenti. L'accordo prevede anche un concorso nazionale per premiare le classi che realizzano e pubblicano su web i materiali didattici di maggior interesse.

Inoltre sarà promossa nelle scuole di ciascuna provincia la campagna nazionale "Sustain", finalizzata all'acquisto di kit fotovoltaici per fornire energia elettrica solare a piccole scuole di villaggi rurali africani, con contributi volontari degli studenti.   

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Sognando Zapatero - incontri

Sognando Zapatero
Giornata nazionale di mobilitazione sui diritti

conversazioni con: A. Zan (presidente Linfa), A. Bonelli (parlamentare Sinistra Arcobaleno)

venerdì 4 aprile 2008, ore 11:00
presso il point della Sinistra Arcobaleno, via san Luca 74 r.

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Pensioni, Bertinotti risponde
a Pd e Pdl

“In campagna elettorale tutti a parlare di pensioni. Noi l’abbiamo sempre fatto, ma si sa, noi siamo di sinistra”. Così Fausto Bertinotti esordisce nel parlare dell’improvviso interesse di Veltroni e Berlusconi per le pensioni degli italiani.

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Più vicini ai consumatori

Con un mercato simbolico, ma concreta dimostrazione di un guadagno equo per gli agricoltori e di una spesa giusta per i consumatori, a Roma i Verdi hanno celebrato la loro terza giornata per i diritti dell’ambiente, dedicata al caro vita. A piazza Risorgimento ci sono i formaggi del parco d’Abruzzo e la mozzarella di bufala laziale, il miele di Maccarese, olio dop della Sabina, vino dei castelli, latte crudo alla spina, la norcineria di Ariccia e le confetture di Scanno: produzioni biologiche e tipiche che non trovano spazio nella grande distribuzione né nel negozio alimentare, perché l’una pretende promozioni che questi produttori non possono reggere economicamente, l’altro eccede nel ricarico dei prezzi, e la merce resta sugli scaffali.Lo ripetono dalle bancarelle, per l’occasione imbandierate di arcobaleno e sole che ride, e lo ribadisce Loredana De Petris, capolista nel Lazio al Senato per la Sinistra Arcobaleno: la vendita diretta, principalmente nei mercati ma anche tramite consegna, garantisce al consumatore un risparmio di almeno il 30% e un prodotto di qualità, all’agricoltore la difesa del reddito.“I cosiddetti farmers market sono ormai una realtà non solo nei Paesi europei ma anche in molte città italiane. A Roma avremo due mercati stabili – dichiara De Petris -: sono nel programma di Rutelli su nostra proposta”. Tra i politici presenti, oltre alla senatrice, Cesare Salvi e Concetto Scivoletto di Sinistra democratica: acquistano, spiegano ai passanti e assaggiano con soddisfazione la mozzarella di bufala.“La crisi della mozzarella ha evidenziato una grossa carenza, il non aver realizzato, unici in Europa, l’Authority per la sicurezza alimentare – spiega De Petris - che avrebbe garantito il coordinamento delle informazioni e rassicurato i cittadini. Questo ci espone a speculazioni”. Che ci sia un attacco, da parte di paesi in concorrenza diretta, come la Francia sui formaggi, e da parte di multinazionali dell’industria alimentare, la senatrice ne è convinta.“Basti pensare che in piena crisi è arrivato alle commissioni parlamentari dalla Conferenza Stato Regioni un decreto legislativo che abroga la norma del ’74 che vieta di fare i formaggi col latte in polvere rigenerato e di tenerlo nei caseifici”. Se le commissioni agricoltura di Camera e Senato non riusciranno, per mancanza del numero legale – vista la fase avanzata della campagna elettorale – a esprimere parere contrario, l’Italia si ritroverà con questo regalino che non giova certo ai suoi prodotti tipici.Prodotti che sconfiggono il carovita e offrono, oltre a una sana bontà, la bellezza degli ambienti di provenienza: il miele viene dalla riserva naturale del litorale romano, nell’azienda dell’olivicoltore di Nerola c’è anche un uliveto d’epoca romana. Così, per valorizzare il territorio e farsi conoscere, questi piccoli produttori organizzano passeggiate, itinerari guidati, si aprono alle scolaresche. Sono inoltre fornitori dei Gas, i gruppi di acquisto solidale, i cui rappresentanti si affacciano nella piazza romana: il programma della Sinistra Arcobaleno li riguarda direttamente, ne prevede l’incentivazione eliminando qualche dose di ordinaria burocrazia.

Per le giornate Verdi i prossimi appuntamenti sono il 2 aprile, giornata dedicata agli animali, e il 5 aprile con il clima, con il patto contro i cambiamenti climatici e per la tutela della biodiversità.

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Bacchettata alle tv

L’Agcom chiede a tutti i Tg un riequilibrio della par condicio: al Tg1, in  particolare, l'organismo di garanzia chiede piu' spazio per le formazioni minori, diverse da Pd e Pdl, mentre a Tg4, La7 e Tg5  un maggior equilibrio tra Pd e Pdl. Come si vede nel dettaglio sotto riportato Sinistra Arcobaleno è adeguatamente rappresentata solo dal Tg3 (12,52%). Malissimo il Tg1 (4,87%) e ovviamente il Tg4 (4,13%).

''La commissione Servizi e prodotti dell'Autorità delle comunicazioni - spiega l'Agcom in una nota - ha oggi esaminato i dati del monitoraggio relativi al periodo 18 marzo-26 marzo. L'Autorità ha inoltre esaminato tutti gli esposti presentati (anche nelle ultime ore). La Commissione ha preso atto che, rispetto al periodo precedentemente considerato, alcune testate hanno fatto registrare un maggiore equilibrio ma ha rilevato che  in alcuni casi sussistono ancora evidenti disparità di trattamento''.

Per queste ragioni l'Autorità ''ha formalmente ordinato che: il Tg4 e La7 correggano lo squilibrio che ancora si registra nel confronto tra Pdl e Pd a favore del primo, nonché tra questi ultimi e tutte le altre forze politiche in competizione; il Tg1 attui maggiore equilibrio a favore delle liste concorrenti diverse da Pd e Pdl; il Tg5 attui maggiore equilibrio tra Pd e Pdl. L'Autorità ha altresì impartito specifici ordini di ripristino in favore di una serie di liste''.

Ecco il dettaglio dei rilevamenti dell’Agcom. In totale nelle edizioni principali dei Tg Rai il Pd ha avuto il 27.26% e il Pdl il 24.64%, seguiti dall'Udc con il 10.49%. Il Tg1 ha riservato il 29.58% al Partito democratico, il 28.73% al Pdl, il 10.10% all'Udc, il 9.77% alla Sinistra Arcobaleno, il 4.87% alla Lega, il 4.16% all'Idv. Al Tg2 il 26.66% del tempo di parola e' andato al Pd, il 20.40% al Pdl; seguono La Destra (10.71%), Udc (8.38%), Sinistra Arcobaleno (6.79%), Partito Socialista  (4.99%), Di Pietro (3.07%). Per il Tg3 il Pd è al 24.63%, il Pdl al 23.61%; in terza posizione la Sinistra Arcobaleno (12.52%), gli altri sono sotto il 10%.

Nelle edizioni principali dei tg Mediaset, al Tg4 il Pdl e' al 64.19% e il Pd al 12.01%; poi Udc (7.53%), Di Pietro (6.31%), Sinistra Arcobaleno (4.13%), Lega (2.92%), La Destra (1.13%).  Per il Tg5 in testa il Pdl (31.88%) sul Pd (21.61%); poi La Destra (9.58%), l'Udc (5.82%), Sinistra Arcobaleno (5.39%),  Partito Socialista (4.28%) e gli altri sotto il 3%.

Infine Studio Aperto, con il 33.81% riservato al Pdl e il 25.64% al Pd. A seguire La Destra (8.55%), Udc (5.24%), Sinistra arcobaleno (3.15%) e gli altri sotto il 2%. Per il tg La7 nelle edizioni principali il Pdl e' al 20.44%, il Movimento per l'autonomia al 20.20% e il Pd al 12.84%.

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Bufala mediatica

Di Marco Lion

E' innegabile l'eccesso di strumentalizzazione mediatica sulla vicenda della presenza di diossina nella mozzarella di bufala campana, i cui oggettivi riscontri analitici sono ancora da verificare, mentre sono evidenti e drammaticamente pesanti i danni economici e di immagine che sta procurando non solo all'economia bufalina dell'area dop campana e dei territori vocati del Lazio meridionale, ma all'intero sistema dell'export nazionale dei prodotti agroalimentari tipici, tradizionali e d'origine, di cui il nostro Paese detiene una rilevante quota di penetrazione sui mercati internazionali.

Ma quella in atto è un'autentica guerra commerciale da parte di multinazionali dell'industria alimentare, interessate a produrre mozzarella di bufala in altre parti del mondo, su larga scala e con metodi industriali. L'attacco è mirato a far saltare il comparto italiano e le sue caratteristiche produttive, su area limitata e con metodi artigianali, antitetiche a quelle delle multinazionali.

Non si possono non nutrire sospetti di fronte ai ripetuti casi di cronaca che da almeno un anno interessano la mozzarella di bufala campana dop, il principale e più conosciuto prodotto d'origine italiano, unico e irriproducibile in nessun altro posto al mondo, ma per questo molto vulnerabile a possibili e imprevedibili attacchi d'immagine.

Dico ciò perché per almeno tutto il 2007 questo prodotto agroalimentare ha subito costante attenzione in negativo da parte dell'informazione, con momenti acuti in cui si indicava che o la mozzarella di bufala o il sistema dell'allevamento bufalino erano affetti da pericolosi agenti infettivi che ne avrebbero dovuto sancire l'esclusione dai sistemi commerciali. Se questo prodotto fosse stato così rischioso in questi anni, alla luce delle produzioni e dei consumi che se ne fanno, oggi avremmo riscontrato almeno decine di casi conclamati di danni alla salute dei consumatori o la condanna penale di centinaia di produttori caseari e di allevatori.

I fatti dicono che non è così. Io confido fondatamente sulla qualità e serietà del sistema dei controlli sanitari nel nostro Paese, che già in altri momenti di crisi e di emergenze in cui altri Stati europei hanno dimostrato forti lacune, sono riusciti a mantenere in perfetto stato di integrità il regime di garanzie e di tutele sia per la salute umana sia per l'ambiente e il territorio. Mi riferisco principalmente alla crisi della Bse (mucca pazza) e dell'aviaria, che ha colpito gli allevamenti avicoli.

Tornando alla mozzarella di bufala, faccio presente che appena cinque mesi fa fu innescata un'altra vicenda, relativa alla rischiosità del prodotto, sospetto di contenere batteri della brucellosi. La campagna di informazione in negativo fu talmente cavillosa e incisiva che vi furono giorni in cui questo latticino risultò praticamente invenduto. Ho dovuto presentare un'interpellanza urgente in assemblea alla Camera, il 21 novembre 2007, per chiedere che il ministro della Salute intervenisse per fare il punto sulla situazione e adottare strumenti di chiarezza e di corretta informazione, che rassicurassero i consumatori sulla salubrità della mozzarella dop e sulla rigorosità dei controlli cui sia il prodotto, sia gli allevamenti di bufale sono sottoposti.

Oggi si ripresenta una nuova ondata di attacchi mediatici in cui regna la confusione, che allarma i consumatori e mette in crisi l'economia. E' urgente e inderogabile fare luce sulla vicenda, rassicurare i cittadini che la mozzarella  di bufala dop è controllata e sanitariamente sicura, che il regime dei controlli dei servizi veterinari e delle altre autorità preposte è costante e severo su questo alimento e che soprattutto non sono giustificati critiche e sospetti che la filiera della produzione bufalina dop subisce. Sarebbe opportuna una mirata azione della magistratura, che indaghi su quanto sta accadendo e verifichi che non siano in corso operazioni disoneste da assoggettare a sanzioni penali.

Infangare l'immagine della produzione agroalimentare italiana, fatta di tipicità e di biologico, serve anche a scardinare l'ostilità del nostro Paese agli ogm, che una volta introdotti in Italia avrebbero campo libero in Europa. Sappiamo che Berlusconi e il Pdl sono più che favorevoli agli ogm. E, nonostante la grande campagna "liberi da ogm", Prodi prima e ora Veltroni sono tiepidi, non danno certezze. Del resto su questa come su altre questioni all'interno del Pd c'è una frattura.

*Presidente della Commissione Agricoltura della Camera - Verde ed esponente di Sinistra Arcobaleno

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Libero accesso

Accesso più facile per gli animali negli esercizi pubblici e commerciali e nei locali dell’Emilia Romagna:  è l’obiettivo del progetto di legge presentato dalla consigliera regionale dei Verdi Daniela Guerra, proposta che vuole integrare la legge 5/2005 'Norme a tutela del benessere animale', approvata in Regione su iniziativa dei Verdi.

Secondo il progetto di legge, un esercente che per diverse ragioni non vuole garantire l'accesso agli animali deve presentare dichiarazione al Comune e attrezzare un'area di sosta o un modo per assicurare l'animale all'esterno.

''Non si tratta quindi di un'imposizione che non consenta di adottare strumenti  alternativi - precisa Guerra - quanto piuttosto di un'occasione per sensibilizzare su un tema trascurato e nei confronti del quale esistono ancora molti pregiudizi. Con questa  legge si responsabilizzano i proprietari dei cani, che per accedere agli esercizi pubblici dovranno assicu